La moda del Re Bollito

Qualunque cosa su King
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ducanero
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La moda del Re Bollito

Messaggioda ducanero » mer apr 08, 2009 9:42 pm

Ultimamente, un po' per noia, un po' per noia e un po' per noia, mi sono cercato in rete le recensioni sugli ultimi la vori dello zio Steve.
Lavoro desolante!
Da una parte, gente priva di senno che accostava un romanzo o un racconto alle tragedie di Shakespeare (senza aver cognizione in causa nè dell'uno nè dell'altro), oppure uscite come "Stephen King è il milgior scrittore che sia mai esistito!" Ok, adoro i libri di King e credo sia un grandissimo, un big con la B maiuscola, ma no si può portarlo allo stesso livello di Joyce, Hemingway, Proust ecc. Cose troppo diverse, appunto, per fare paragoni. Qualcosa tipo mele e pere, entrmabi frutti, ma diversi nella forma, nel gusto e nelle proprietà nutritive (non so perchè, ma Moccia mi ricorda le pere cotte, e appunto la loro proprietà maggiore... :evil: :twisted: ) .
Dall'altra parte, invece, troviamo recensioni o commenti come il seguente:
http://www.wikio.it/article/92124402

Patetico, meschino, gratuito e privo di critica!
Ormai è moda dare il Re per bollito.
"Ah, si, Stephen King... guarda, un tempo lo seguivo - distrattamente, certo - ma ora l'ho abbandonato. Non sa più scrivere! I bei tempi di It sono finiti."
Questo è un commento che sento spesso.
Ma ci si provino loro a scrivere solo un capitolo alla "Stephen King"!!!, mi dico io.

Comunque, facendola breve... voi che ne pensate?
Lo zio merita tutte queste stilettate?

Che abbia avuto un calo, ok... ma un qualsiasi ultimo lavoro di King vale l'opera Omnia di molti altri.
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graant71
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Re: La moda del Re Bollito

Messaggioda graant71 » mer apr 08, 2009 10:38 pm

Premetto che a me il King dei vecchi tempi manca e anche tanto, non ne ho mai fatto mistero, come non ho mai nascosto di non amare troppo il "fantasy" della saga della Torre Nera. Anche i romanzi diretti e brutali del vecchio Bachman mi piacevano molto. Lo so che lo Zio Stevie non é soltanto horror, ma é questo il genere che gli é più congeniale, nel quale davvero riesce a tirare fuori il meglio, dove riesce a toccare le corde più profonde dell'animo del lettore. Poi non é detto che horror e altri generi non possano in qualche modo coesistere in modo da valorizzarsi a vicenda: in "Mucchio d'ossa" ad esempio c'é una bella storia d'amore che si sviluppa parallelamente alla storia horror della casa di Noonan.
Perché ho scritto questo lungo sproloquio? Perché é evidente che ciascuno di noi, avendo sensibilità differenti, apprezza uno stesso autore per qualità diverse che emergono nelle sue opere: appena costui si discosta un po' da certe caratteristiche é ovvio che piacerà meno a certe persone e di più ad altre.
Allora King é "bollito", finito? No, o meglio ...se lui é "bollito" allora significa che anche noi stiamo nella pentola, aspettando che l'acqua inizi a bollire. Perché é l'età che cambia. E tutti cambiamo con l'età, sia fisicamente che mentalmente, cambiano i nostri pensieri, le prospettive, le priorità.
Il King che scriveva "Carrie" probabilmente non sapeva se avrebbe comprato un vestito nuovo o pagato l'assicurazione dell'automobile, il King che ha scritto "La storia di Lisey" guadagna in un anno quello che sta nel bilancio di un comune di medie dimensioni; apparentemente é sempre la stessa persona, ma in fondo non lo é più.

Io sono un collezionista oltre che un fan, vale a dire che non mi preoccupo eccessivamente del fatto che tale libro mi piaccia oppure no, lo compro e basta. Lo leggo, se non mi dovesse piacere lo metterò via e non lo leggerò più, altrimenti (com'é successo molto spesso con vari romanzi dello Zio) lo rileggerò molte volte. Posso capire la delusione dell'autore di quella recensione, per nulla entusiastica, di "Al crepuscolo": a me é successo più di una volta di restare deluso da libri di un autore che mi era piaciuto in precedenza, ma accetto volentieri questa delusione sapendo che, un domani, potrebbe succedere anche di restare favorevolmente impressionato nel senso opposto. Vedo sempre il bicchiere mezzo pieno (...forse perché l'altra metà l'ho bevuta io) :wink:
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Re: La moda del Re Bollito

Messaggioda Pippuz » lun apr 13, 2009 1:35 pm

Ti dirò,

non sono poi così in disaccordo con il tipo (o la tipa) che ha recensito il libro. Putroppo AL CREPUSCOLO non l'ho letto, quindi non posso dare un giudizio specifico, ma per quanto riguarda il discorso su king in generale certe cose sono riscontrabili. Che c'è stato un calo di qualità è ovvio, insomma, gli anni passano per tutti, e con il trascorrere del tempo - lo dicono tutti gli scrittori - le parole si fanno sempre più pesanti e difficili da maneggiare. Ottimo il discorso di grant, comunque. La mia personale opinione - la dico giusto per fare due chiacchiere - è che King si ostina a mantere i vecchi ritmi di produzione, quando sarebbe senz'altro più redditizio perlomeno raddoppiarli. Mi spiego meglio: se per scrivere UN libro si prendesse un anno, dedicandolo solo a quel singolo libro, credo che il risultato sarebbe un'opera meglio congegnata, più profonda, nella quale si sente che l'autore è andato a fondo. Non so quanto ci abbia messo a scriverlo, ma CELL è stato un libro orribile. DUMA KEY invece mi ha sbalordito, e infatti l'ha scritto in 16 mesi. A quasto punto credo che per il vecchio i soldi non siano più un problema. Preferirei un libro come DUMA ogni due anni che due all'anno come CELL. Tuttavia, come faceva notare Graant, i fattori in gioco sono sempre molti, non si tatta solo di quanto ci metti a scrivere un racconto. CUJO non mi è piaciuto, per esempio, e l'ha scritto nell'arco di tre anni (bisogna puntualizzare che quando ci si è messo era talmente fatto da non ricordarsi di averlo fatto!)
Si potrebbe dire che sono una persona che fa occhiali per la mente - SK, settembre 1979

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Re: La moda del Re Bollito

Messaggioda ducanero » lun apr 13, 2009 8:10 pm

Concordo quasi su tutto. Sia tu che Graant avete ragione. Quello che non sopporto è questo continuare criticare solo per accodarsi.
Non si può pretendere un capolavoro ogni volta. Proust ha scritto La Ricerca, capolavoro, si, ma solo quello. Dante ha scritto diverse cose, ma ha renderlo immortale è stata La Commedia. Joyce l'Ulisse, Kerouac Sulla Strada, Hemingway Fiesta, Addio alle Armi, Per chi Suona la Campana, Tolstoy Anna Karenina e Guerra e Pace... insomma, voglia dire che non può chiedere un Mosè ogni anno a Michelangelo.
Sebbene Stephen King sia uno scrittore popolare, poco accostabile a quelli citati sopra, nel suo "ramo" ha scritto in proporzione più capolavori di loro.
Vorrei solo che smettessero di criticare uno sforna "Mosè"...
P.S.
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Re: La moda del Re Bollito

Messaggioda Pennywise » mer apr 15, 2009 10:33 pm

Avendo scritto la maggior parte delle recensioni dei libri di King presenti su questo sito, sento il dovere (e il piacere) di intervenire in questo interessante topic.
Il problema dei recensori e dei lettori è esattamente lo stesso: "l'estremismo emotivo". Prendendo il caso del recensore, intendo quello slancio emotivo nei confronti del tuo autore preferito o del tuo ex autore preferito o dell'autore che hai sempre odiato, che ti porta a recensioni del tipo "orrendo" o "capolavoro" con disarmante facilità. Dalla parte del lettore è invece quello slancio emotivo che ti porta ad indignarti o ad amare una recensione (e spesso, orrore!, il recensore :D ) solo perché è affine con le sue opinioni.
Giusto oggi ho ricevuto una mail di un utente che ci dà letteralmente degli "scemi" (e, Iddio m'è testimone, non è l'insulto peggiore che ho preso oggi) per la nostra recensione di Cuori in Atlantide (da lui chiamato Cuori in Antartide, tra l'altro...), dicendoci che secondo lui abbiamo letto un altro libro, che addirittura nella recensione non c'è un solo riferimento corretto al libro.
Questo è solo un esempio, ma ne avrei altri.
Quando leggo una recensione, mi aspetto di trovarci dentro ciò che io provo a mettere in quelle che scrivo: l'analisi obiettiva di un libro appena letto, il resoconto di un'opera a sè stante, indipendente dalla bibliografia pregressa dell'autore. Certo, ho fatto nelle recensioni molti parallelismi coi libri precedenti (anche per i deliberati legami che King ama tessere tra i propri romanzi), la bibliografia pregressa mi ha aiutato a capire meglio un libro magari, ad apprezzarlo di meno o di più, ma sempre una storia a sè stante rimane e come tale va valutata.
Magari dentro di me urlo "capolavoro!", oppure "orrore!", ma se scrivo una recensione non sono un kinghiano più o meno esperto o più o meno affezionato, sono un recensore che dà la propria opinione di un'opera letteraria.
Il lettore ha meno vincoli, può anche urlare il proprio entusiasmo o la propria indignazione, ma deve farlo nel rispetto dell'opinione altrui sicuramente, ma anche nel rispetto di sé stesso: infatti solo una mente libera dall'estremismo emotivo può godersi appieno i meravigliosi piaceri dell'arte letteraria.
Chi dimentica queste semplici regole del buon senso, o è un pessimo recensore, cosa poco grave, o è un pessimo lettore, cosa gravissima.

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Re: La moda del Re Bollito

Messaggioda sam » mer apr 22, 2009 4:43 pm

Io non ho testimonianze di recensioni ma di discorsi sentiti o fatti....moltissime persone tacciano king di essere "uno di quelli che fa finta che esistano gli zombie" ovviamente queste persone non hanno mai letto un suo libro...perchè IO la prima cosa che ho notato dei suoi libri è che mentre li leggi la tua mente elabora milioni di idee sensazioni e paure...grazie al suo fantastico modo di scrivere e certamente non hai paura che uno stupido zombie ti uccida violentemente...le innumerevoli persone che mi hanno chiesto cosa stavo leggendo e alla mia risposta hanno esclamato:ah.ma io credevo che tu leggessi dei libri seri non quelle COSE Lì dovrebbero almeno sapere di cosa parlano...(anche perchè mi hanno risposto così anche mentre leggevo danse macabre...ma ovviamente a loro non è minimamente passato per la testa che king potesse scrivere un SAGGIO) :evil:
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Re: La moda del Re Bollito

Messaggioda seventhbullet » sab ago 08, 2009 4:20 pm

Ah ah, King bollito? ma se continua a vendere come un matto e le trasposizioni cinematografiche e televisive dei suoi romanzi vanno via come l'acqua! criticare, criticare, criticare, fa parte dell'essere famosi. tra l'altro, se nessuno ti snobba, se nessuno ti odia, non sei nessuno!

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Re: La moda del Re Bollito

Messaggioda sam » lun ago 10, 2009 5:48 pm

Vero, alla fine è pur sempre pubblicità!!!!però non piacevole! :per
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Re: La moda del Re Bollito

Messaggioda Laura77 » gio mar 29, 2012 11:27 am

[color=#4000FF]Non si può pretendere un capolavoro ogni volta. Proust ha scritto La Ricerca, capolavoro, si, ma solo quello. Dante ha scritto diverse cose, ma ha renderlo immortale è stata La Commedia. Joyce l'Ulisse, Kerouac Sulla Strada, Hemingway Fiesta, Addio alle Armi, Per chi Suona la Campana, Tolstoy Anna Karenina e Guerra e Pace... insomma, voglia dire che non può chiedere un Mosè ogni anno a Michelangelo.
Sebbene Stephen King sia uno scrittore popolare, poco accostabile a quelli citati sopra, nel suo "ramo" ha scritto in proporzione più capolavori di loro.
[/color]

concordo pienamente, ha scritto davvero più capolavori di loro....
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