King al manicomio!

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King al manicomio!

Messaggioda Ospite » sab feb 03, 2007 6:31 pm

Di tanto in tanto si sentono alcune perle di saggezza che vanno inscritte nei muri per ricordarle avanti negli anni. Questa è una di quelle.
Con ordine.
Mi trovo a scuola e sto discutendo con un supplente di filosofia. Noi non la facciamo neanc\'ora filosofia (basta greco, per adesso), ma sccome manca una prof., lui è stato l\'unico libero. Insomma... parliamo di libri e, dopo un\'entusiasmante (\'ste palle) discussione su 3 Metri Sopra Il Cielo, gli chiedo cosa ne pensa di King. La risposta è incredibile, tanto he dopo un po\' salta fuori con questo: <<Non mi stupirebbe che andasse nei manicomi a intervistare i malati di mente per prendere le idee e fare quelli che tu chiami Best Sellers... Io farei così.>> Non ho risposto o rischiavo la sospensione. Ma quel tipo è tropppo lollo! :D

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Re: King al manicomio!

Messaggioda Ospite » sab feb 03, 2007 10:23 pm

Di tanto in tanto si sentono alcune perle di saggezza che vanno inscritte nei muri per ricordarle avanti negli anni. Questa è una di quelle.
Con ordine.
Mi trovo a scuola e sto discutendo con un supplente di filosofia. Noi non la facciamo neanc\'ora filosofia (basta greco, per adesso), ma sccome manca una prof., lui è stato l\'unico libero. Insomma... parliamo di libri e, dopo un\'entusiasmante (\'ste palle) discussione su 3 Metri Sopra Il Cielo, gli chiedo cosa ne pensa di King. La risposta è incredibile, tanto he dopo un po\' salta fuori con questo: <<Non mi stupirebbe che andasse nei manicomi a intervistare i malati di mente per prendere le idee e fare quelli che tu chiami Best Sellers... Io farei così.>> Non ho risposto o rischiavo la sospensione. Ma quel tipo è tropppo lollo! :D


Forse sto per dire una bestialità ma provo a dire la mia. Se King facesse cosi\' che ci sarebbe di male? Non parlo di prendere l\'idea dai malati di mente che ci sono nei manicomi, ma cosa ci sarebbe di male a cercare di capire come ragiona una persona che non non cataloghiamo come normale? Non voglio fare una discussione su cosa è normale e cosa non lo è, dico solo che una persona che sta in un manicomio (dove sono ancora aperti) è li perchè il suo modo di agire e ragionare non segue un filo logico comprensibile per tutti. Quindi ,se King cercasse di capire cio\' e quindi rendere piu\' reale un personaggio di un suo romanzo sarebbe cosi\' grave?

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Re: King al manicomio!

Messaggioda Ospite » sab feb 03, 2007 10:55 pm

In realtà forse molti dei personaggi dei romanzi di King
tutte le rotelle a posto non le hanno, anzi ...
Da Jack Torrence, a Annie Wilkies, da Leland a Pop Merrill,
da John Shooter a Scott, almeno i primi che mi vengono in mente.
Ma non penso sia necessario entrare nella mente di chi ha disturbi mentali
per trovare le paure, le ossessioni, le stranezze.
La realtà della quotidiana normalità è già sufficiente a volte.
Il salto nel mondo della malvagità spesso è così breve, purtroppo :(

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Re: King al manicomio!

Messaggioda Ospite » sab feb 03, 2007 11:45 pm

Senza volerlo il supplente di Marv ha avuto un\'idea grandiosa.Se mai zio Stevie decidesse di documentarsi e scrivere un romanzo-o quant\'altro-sull\'argomento"manicomio"lo farebbe senza indugi né tentennamenti di dubbio carattere morale,anche perché sappiamo che la prima regola del nostro eroe è:
"scrivere di cio\'che si conosce".
Non c\'è niente di approssimativo,di campato in aria,di non sentito nei suoi libri.L\'intera produzione di King è satura di un rispetto per la vita e i sentimenti umani che certa gente nemmeno immagina.O potrà mai capire.Anche nella descrizione della follia i conti tornano,nel senso che gli squilibrati di King sono talmente realistici che per forza ci mettono addosso una fifa blu e ci spingono a riflettere(di solito con un crescendo di angoscia):su "fino a che punto"la mente umana puo\'essere malata,e qual\'è il confine tra sanità e follia in un contesto dove l\'orrore e la mostruosità irrompono con impatto agghiacciante nel quotidiano,nella routine,nei quadri idilliaci di armonia e serenità.Comunque carina,la perla di saggezza.Priva di senso,ma carina.Se glieli avessi risposto sarebbe stato frutto delle tue letture immorali e violente,no?
D\'altra parte siamo un paese in cui una ragazzina mitomane si finge ninfomane/deviata SCOPIAZZANDO dalle chat erotiche(e plagiando in parte il Diario di Laura Palmer di Jennifer Lynch),e i massmedia ne fanno un caso esemplare di "adolescente problematica".
Il successo qui da noi di solito è dato ai furbi(?quelli che riescono a farla franca) o ai manipolatori ed esibizionisti.
Noi non abbiamo neanche piu\'voglia di arrabbiarci,dato che tributiamo la nostra piu\'profonda stima e il nostro continuo supporto ad Artisti della Letteratura che hanno TALENTO da VENDERE( e appunto per questo VENDONO: milioni di best seller!)

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Re: King al manicomio!

Messaggioda Ospite » dom feb 04, 2007 2:15 am

Ma non penso sia necessario entrare nella mente di chi ha disturbi mentali
per trovare le paure, le ossessioni, le stranezze.


Non dico che sia necessario ma che se lo facesse non ne rimarrei cosi\' sconvolto. Quello che volevo dire che se il mio prof mi avesse detto una frase del genere non ne sarei rimasto sconvolto. In fondo non ha mica detto che il Re è un cretino, o che non sa scrivere o che copia da altri. In alcune prefazioni di romanzi che ho letto il Re ringrazia dei medici per i consigli a lui dati. Cosa ci sarebbe di male se decidesse di attingere oltre che dalle conoscenze di medici anche dalle situazioni personali dei pazienti?
"scrivere di cio\'che si conosce".

e per conscere ci si deve documentare, non si hanno conoscenze innate

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Re: King al manicomio!

Messaggioda Ospite » dom feb 04, 2007 9:35 am

Quello che lui intendeva dire - mi son spiegato male, scusate - non è il semplice romanzo sul manicomio, bensì una critica serrata ad un autore che, **secondo me**, non ha mai letto. Insomma, ha semplicemente detto che Stephen King è un deviato, un pazzo, un malato di mente che scrie ciò che gli passa per la testa e, siccome bacato, ciò che gli passa per la testa è inevitabilmente deviato. Quello che scrive il Re, insomma, potrebbe scriverlo chiunque abbia problemi psicologici. King non ha niente di più di uno che è fermo al manicomio. Niente.
...Forse avrei dovuto riportare tutta la discussione. :?

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Re: King al manicomio!

Messaggioda Ospite » dom feb 04, 2007 12:41 pm

Grazie della precisazione Marv, detto cosi\' è tutta un\'altra cosa. Allora il tuo supplente è proprio un.................. (sui puntini ognuno puo\' mettere la propria offesa personale preferita :mrgreen: )

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Re: King al manicomio!

Messaggioda Ospite » dom feb 04, 2007 5:58 pm

L\'esperienza vissuta da Marv (ovvero di avere a che fare con individui che sparano sentenze su King per sentito dire, senza conoscere ciò di cui stanno parlando) credo sia capitata al 90% degli iscritti al sito e al restante 10% prima o poi accadrà.
Niente di nuovo sotto il sole.
King può piacere o non piacere (questione di gusti personali, alla fine) ma chiunque lo abbia letto, soprattutto se dotato di un certo tipo di cultura, e in questo il soggetto in questione è un laureato in filosofia (pertanto una persona che, suo malgrado, dovrebbe essere fornito degli strumenti critici che offrono un certo tipo di studi) non può fare a meno di riconoscerne oggettivamente il valore... posto che conosca ciò di cui sta parlando!!!
A parte ciò che può aver detto su King il mio timore sta in quello che questo insegnante potrà dire ai suoi allievi riguardo agli argomenti inerenti la sua materia di insegnamento...
:?

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Re: King al manicomio!

Messaggioda Ospite » dom feb 04, 2007 6:10 pm

l\'ennesimo caso di pregiudizio nei confronti del re...

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Re: King al manicomio!

Messaggioda Ospite » dom feb 04, 2007 6:41 pm

Quoto Pirulix in pieno!
E mi stupisco che una persona laureata in filosofia, quindi abituata al rgionamento e alla conoscenza, si sia permessa di giudicare senza conoscere!!
Mi viene il dubbio che di tutti quei filosofi-autori di cui parla non abbia letto nemmeno una riga!

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Re: King al manicomio!

Messaggioda Ospite » dom feb 04, 2007 7:35 pm

<<Non mi stupirebbe che andasse nei manicomi a intervistare i malati di mente per prendere le idee e fare quelli che tu chiami Best Sellers... Io farei così.>>


Premettendo che condivido in pieno quello che ha detto Pirulix, vorrei condividere con voi una riflessione sulla frase del professore..
Volendo fare una critica a King, il professore ha probabilmente fatto un grande complimento allo Zio, mostrando di non capire molto bene di cosa si nutra la letteratura e il genere romanzo.
La grandezza di un autore (nel nostro secolo) sta in gran parte nella sua capacità di ritrarre personaggi nella loro interezza, esterno-interno, la parte conscia e inconscia dei suoi protagonisti.
Splendido esempio della grandezza di King è -un nome tra tutti- Annie Wilkes.

Il lavoro documentario che è alla base di ogni buon romanzo potrebbe anche consistere davvero nel visitare manicomi e parlare con pazienti e dottori. E\' stato fatto e non vedo come tale affermazione possa essere offensiva nei confronti di un autore.

Ma nei romanzi di King il "folle" non è il protagonista di tutte le sue storie, anzi.
In realtà Steve riesce a tirar fuori da persone completamente normali i tratti della follia, quello che si annida nel profondo, gli istinti reconditi.
Il Male dal normale. E questo, a mio avviso, è \'leggermente più complesso e affascinante.

L\'unico appunto che personalmente mi sentirei di fare al Re è il fatto che alcuni processi che, in teoria, potrebbero restare \'inconsci\' e quindi non chiaramente espressi a parole nelle pagine delle sue opere, siano invece esplicati e più o meno mostrati chiaramente.
D\'altra parte, non credo che il genere in cui King si cimenti sia il Romanzo Psicologico (che indaga la psiche, che smaschera l\'inconscio attraverso contrasti ed elementi che emergono dalla trama..). Guardo a King come un calderone ribollente in cui si agitano numerosi generi, temi, trame, e ciò che ne viene fuori non può essere né armonico né bilanciato in alcun modo. Non perché non lo sappia fare, ovvio, ma perché è King, il suo stile è ruvido come le guance di Roland.

(tutto questo potrebbe essere smentito da chiunque.. mi son lasciato prendere la mano.. :D)

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Re: King al manicomio!

Messaggioda Ospite » dom feb 04, 2007 8:02 pm

Marv,si capisce che era un\'offesa e che il baldo supplente parlava in tono dispregiativo.Non sei tu che l\'hai spiegato male, sono io che mi sono lasciata travolgere dall\'idea di King che scrive un romanzo sull\'interno di un manicomio,mi è preso il crescendo di passione,l\'esubero d\'immaginazione(protagonisti,trama,somiglierà un po\'a Misery un po\'a Shining e via fantasticando)e ho quasi dimenticato di commentare il tuo post.
Ma vedo che I Grandi Saggi(fate voi l\'editore) Pirulix e Boz l\'hanno fatto in modo superlativo e ottimale.tié prof!

Ospite

Re: King al manicomio!

Messaggioda Ospite » dom feb 04, 2007 8:04 pm

... cut... Il Male dal normale. E questo, a mio avviso, è leggermente più complesso e affascinante.
... cut...
Guardo a King come un calderone ribollente in cui si agitano numerosi generi, temi, trame, e ciò che ne viene fuori non può essere né armonico né bilanciato in alcun modo. Non perché non lo sappia fare, ovvio, ma perché è King, il suo stile è ruvido come le guance di Roland.


Boz, mitico! :wink: Hai scritto qualcosa che vale veramente la pena tenersi a mente :rulez: e da appassionatissimo di Torre Nera non potevi non paragonare il RE a Roland :rulez: ! Anche se a me piace il suo lato più romantico (tutte le lacrime che ho versato leggendo King!!! :cry:)

... L\'unico appunto che personalmente mi sentirei di fare al Re è il fatto che alcuni processi che, in teoria, potrebbero restare \'inconsci\' e quindi non chiaramente espressi a parole nelle pagine delle sue opere, siano invece esplicati e più o meno mostrati chiaramente.
D\'altra parte, non credo che il genere in cui King si cimenti sia il Romanzo Psicologico (che indaga la psiche, che smaschera l\'inconscio attraverso contrasti ed elementi che emergono dalla trama..).


Credo che a tal proposito sia King stesso che in Danse Macabre dice, a proposito dell\'orrore che ad un certo punto sia proprio il lettore o spettatore (mi sa che sta parlando dell\'orrore cinematografico) voglia che sia svelato e spiegato, che la porta socchiusa di un certo orrore suggerito più che mostrato sia spalancata.
E in ogni caso non dimentichiamoci che il Re è un autore POPOLARE, cosciente e fiero di esserlo

Ospite

Re: King al manicomio!

Messaggioda Ospite » dom feb 04, 2007 10:38 pm

Il lavoro documentario che è alla base di ogni buon romanzo potrebbe anche consistere davvero nel visitare manicomi e parlare con pazienti e dottori. E\' stato fatto e non vedo come tale affermazione possa essere offensiva nei confronti di un autore.



E\' piu\' o meno quello che ho detto io quando ho letto il post di Marv. Basandomi solo ed esclusivamente sulla frase del prof di filososofia , tale frase non mi era inizialmente sembrata cosi\' offensiva. in seguito Marv ha precisato che il tono era decisamente spregiativo e allora mi sono ricreduto.

Ospite

Re: King al manicomio!

Messaggioda Ospite » dom feb 04, 2007 10:54 pm

Premesso che il greco è una lingua bellissima (comunque ti capisco: il ginnasio è una bella gatta da pelare; qundo inizierai il triennio ti sembrerà di essere in paradiso), caro Marv, questo è solo uno dei numerosissimi casi che ti capiteranno riguardo allo zio Steve. Sai, esiste, in quell\'ambiente, una gran quantità di gente che la pensa così. Il tuo insegnante (e questo dimostra, una volta di più, quanto la classe docente delle scuole medie e superiori abbia bisogno di un bel risciacquo: assumetemi!!!!!) pensa, neanche tanto velatamente, che il mondo sia stato fatto solo da Talete, Spinoza, Descartes ed Hegel (Dio ce ne scampi). Ebbene, che rimanga nelle sue convinzioni. Noi poveracci lettori di robaccia popolare rimarremo nella nostra misera condizione. Con vero piacere, devo aggiungere.


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