La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

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Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » mer mag 09, 2007 1:42 pm

Ho ripreso in mano Danse Macabre... già nelle prime 40 pagine c\'è più o meno un sunto di cosa pensa King di svariate cose, perché per parlare di horror fa il giro a un sacco di aspetti della vita (sua e in generale...)
Direi che c\'è un po\' tutto, pensiero politico, società, il suo lavoro di narratore, infanzia e "humus culturale"...

Un\'ottima lettura per conoscere un po\' la testa di quel pazzo di scrittore...

eh già così sono bravi tutti... :D
sapere cosa pensa Mr. King di King, sarà oggetto di un altro topic in futuro... :shock:
ci interessa di più sapere cosa pensa Mr. Pinkle di King... :mrgreen:
su su...opinioni, certezze, congetture, ipotesi...venghino-signori-venghino...avanti c\'è posto... idee, impressioni, chi offre di più? :roll:

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » ven mag 11, 2007 12:10 am

Comincio considerando che avrei fatto meglio a rispondere di getto, prima che metteste tanta carne al fuoco! Così, invece, sono "costretta" anche a partire da alcune delle vostre posizioni.

Premetto che della produzione di King ho letto tutto ad eccezione di Unico indizio, Ossessione, La tempesta del secolo, e gli ultimi volumi della Torre. Devo tuttavia aggiungere che, nonostante io ami King proprio perché, a differenza di quasi tutti gli autori moderni, oltre alla bellezza della storia e dello stile, zio Steve mi ha preso l\'anima e ha sedimentato nel corso degli anni numerose e profonde riflessioni su svariati aspetti della vita umana; nonostante tutto questo, dicevo, per rispondere in modo appropriato alle tue domande dovrei rileggere con questo preciso scopo tutti i suoi romanzi. Non so da quanto tempo voi seguiate King, ma io lo leggo da più di 15 anni, e non è facile riannodare certi fili, nonostante io sia una fanatica ri-lettrice.

Partiamo da alcune delle vostre idee che mi hanno colpito. Va da sè che quelle con cui sono perfettamente d\'accordo le passerò sotto silenzio.

In primis, mi ha molto colpito positivamente i concetto che il vettore della salvezza è l\'amore, espresso da U-boot, unitamente a quello rappresentato dalla letteratura. Tu li hai messi in alternativa, io credo invece che la letteratura in sè sia un atto d\'amore, e forse è per questo che la figura dello scrittore non esce benissimo dai suoi romanzi: quale rapporto d\'amore, specie se duraturo, è esente da segreti, brutture, zone d\'mbra più o meno intense? In Lisey si dice che ogni matrimonio duraturo ha due cuori, uno luminoso, uno buio, e probabilmente lo stesso metaforicamente può esser fatto valere per la scrittura.
Non sono molto d\'accordo invece per quanto riguarda la visione pessimistica che esclude l\'intervento della Provvidenza. Io invece ho sempre visto un intervento molto più massiccio della Provvidenza di quello che mi è stato dato di sperimentare in qualsiasi vita umana di mia conoscenza (stretta conoscenza, naturalmente). Penso ai numerosi episodi in cui la fortuna arride ai protagonisti nei momenti giusti, momenti in cui i personaggi invocano questo Dio/Provvidenza di verghiana memoria e sembrano ottenere una risposta (naturalmente veniamo lasciati nel dubbio: non credo che vedremo mai scaturire un dito da una nuvola che con vocione possente ci dica qualche frase mitica); penso a certe riflessioni sulla religione e a certi personaggi controversi, come Mother Abagail de L\'ombra dello scorpione. Ma su questo argomento preferisco fermarmi qui, ed eventualmente sentire vostre riflessioni in proposito.
Infine non sono d\'accordo (ma parzialmente) con la tua affermazione che le vicende narrate da King non riguardano l\'umanità in generale ma sempre raggruppamenti ristretti di persone, ad esempio famiglia o gruppi di amici (It, L\'acchiappasogni); in realtà io sono d\'accordo, perché oggettivamente è così, solo che, ancora una volta, non vedo contrapposizione tra gruppo/umanità intera. Tu stesso hai parlato di microcosmo, ebbene, il microcosmo è, per definizione, la rappresentazione, anzi, la riproduzione minuscola dell\'andamento generale. Qundi le vicende sono solo rappresentate all\'interno di un piccolo gruppo, ma non hanno, a mio parere, nessuna pretesa particolaristica, anzi, appartengono a ognuno di noi. La letteratura, in fondo, è una materia umanistica perché i suoi contenuti possono essere applicati all\'umanità intera. O, perlomeno, io mi sono sempre sentita rappresentata, anche se si narrava di qualcosa che mai mi è successo (ad esempio, amare lo stesso uomo per venti o trent\'anni...accidenti, che pazienza!)

Sono altresì rimasta parecchio colpita dall\'affermazione di Algol sul valore dei ricordi, e sull\'aspetto salvifico degli oggetti personali. Effettivamente, più volte mi sono venuti in mente orridi paralleli con Proust e la sua ricerca del tempo perduto (non so se avete mai letto il famoso episodio della madeleine inzuppata nel tè); questo è uno degli aspetti che più mi piacciono di King, perché anch\'io sono fortemente legata al passato e al suo valore salvifico, che sia o meno rappresentato da oggetti oppure da sensazioni o da altri espedienti (come la musica). Questo aspetto si lega ad una delle tematiche su cui King più insiste, l\'infanzia e il legame tra questa e la propria vita di adulto.
Concordo sull\'assenza di un male che possa essere definito assoluto, cioè privo di un perché. Per quanto io ricordi, un perché c\'è sempre. Prendiamo la nostra IT, non è un male assoluto. Lo è per noi e per la nostra concezione di società naturale e di civiltà.
Per la nostra simil-ragnetta il suo comportamento è dettato dalla sopravvivenza e dalla sua natura, quindi non c\'è nulla di sbagliato. Anche noi esseri umani e civili nn abbiamo esitato a ricorrere a orridi espedienti per la nostra sopravvivenza, in tempi remoti, e in tempi recenti abbiamo solo raffinato le tecniche e spostato i nostri appetiti su un altro tipo di sopravvivenza, quella sociale.

A nessuno si può applicare una weltanshauung, secondo me, finché non ha concluso il suo cammino su questa terra, quindi è inutile pensarci in questi termini precisi; piuttosto, è più fruttuoso riflettere, sempre secondo me, sui singoli aspetti e temi ricorrenti della sua opera.
In fondo, poi, King è un uomo del \'900 a tutti gli effetti, quindi è difficile che abbia una visione unitaria e certa di un mondo che mai, come nel secolo - ahimè - scorso, è stato in rapida e profonda trasformazione.

Sinteticamente ( ^^\'\'\'\' ) rispondo alle domande:
1. Cosa veramente crede? E chi lo sa. Probabilmente manco lui lo sa.
2. dove andiamo, da dove veniamo, ecc? Ritengo che se gli facessi una domanda simile mi guarderebbe come si guarda un matto e forse mi riderebbe in faccia sputacchiandomi il naso.
Alle altre ho dato un parziale "contributo di risposta" sopra.
In teoria ci sarebbe ancora un miliardo di cose da dire.

Aspetto vostri commenti e flagellature (ma anche no :lol: ).

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Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » gio mag 17, 2007 4:51 pm

Accidenti bobbi...hai prosciugato tutta la pozza...
Da parte mia riporterò solo una citazione di G. Leopardi che, secondo me, potrebbe avere a che fare con SK; suona più o meno così: " Tutto ci è veramente estraneo, tranne il nostro personale dolore".
Certo, pensandoci bene...

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » mer mag 30, 2007 11:07 pm

Mr.King ama la gente comune
Mr.King sa cosa vuol dire vivere in america
Mr.King sa e ricorda cosa vuo dire essere un bambino
Mr.King ama i cani
Mr.King conosce l\'essere umano e fin dov\'è in grado di spingersi, spinto dall\'amore
Mr.King conosce l\'essere umano e fin dov\'è in grado di spingersi, spinto dall\'orrore
Mr.King ama la famiglia americana
Mr.King sa cosa vuol dire aver paura di se stesso
Mr.King sa di essere un grande scrittore
Mr.King si conosce bene
Mr.King sa cosa vuol dire sacrificarsi
Mr.King ha una fantasia della madonna
Mr.King riesce a superare le difficoltà che impone la società combattendo per quello in cui crede
Mr.King ha tanti soldi
Mr.King sa cosa vuol dire perdere qualcuno d\'importante
Mr.King è saggio
Mr.King ama i suoi figli
Mr.King si chiede perchè è tanto stupida la gente
Mr.King sa il perchè della guerra, ma non ne conosce il fine
Mr.King sa che il potente batterà sempre il più debole
Mr.King sa che la fantasia può spezare questa regola
Mr.King sa che la fantasia è la più grande arma di cui dispone un uomo


fatemi spiegare... queste sono le prime cose che mi sono venute in mente sullo scrittore mentre guardavo le costole dei sui libri, ciò che sapevo di King dai suoi libri.... e dato che sono uno sintetico, vi elenco quello che provo, e no perchè lo provo, per quello basta leggere un suo libro...

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » lun giu 11, 2007 1:08 pm

...
Mr.King sa che la fantasia è la più grande arma di cui dispone un uomo


Mi è capitata sottomano un\'edizione americana della raccolta di racconti "Everything\'s eventual" e leggendo la prefezione (dello stesso King), si fa fatica a non essere d\'accordo con ISE.
SK conosce infatti il potere della fantasia e ne vuole esplorare tutte le potenzialità e tutti gli strumenti della sua attivazione e condivisione con i suoi lettori.

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » mer giu 20, 2007 12:58 pm

Mi è capitata sottomano un\'edizione americana della raccolta di racconti "Everything\'s eventual" e leggendo la prefezione (dello stesso King)... cut...


Nell\'edizione nostrana di Tutto e Fatidico l\'introduzione del RE è Praticare un\'arte (quasi) perduta...non è la stessa introduzione dell\'edizione americana che ti è capitata tra le mani? :shock:

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » mer giu 20, 2007 1:01 pm

Mi è capitata sottomano un\'edizione americana della raccolta di racconti "Everything\'s eventual" e leggendo la prefezione (dello stesso King)... cut...


Nell\'edizione nostrana di Tutto e Fatidico l\'introduzione del RE è Praticare un\'arte (quasi) perduta...non è la stessa introduzione dell\'edizione americana che ti è capitata tra le mani? :shock:


boh...forse si...ma non ce l\'avevo sottomano...

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » mer giu 20, 2007 1:07 pm

Mi è capitata sottomano un\'edizione americana della raccolta di racconti "Everything\'s eventual" e leggendo la prefezione (dello stesso King)... cut...


Nell\'edizione nostrana di Tutto e Fatidico l\'introduzione del RE è Praticare un\'arte (quasi) perduta...non è la stessa introduzione dell\'edizione americana che ti è capitata tra le mani? :shock:


boh...forse si...ma non ce l\'avevo sottomano...


beh, allora controlla e facci sapere!

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » dom lug 15, 2007 1:11 pm

Nessuno ha provato a fare ipotesi del ruolo della Natura. Per SK è benigna, maligna o cosa? :roll:
Non mi viene in mente niente tranne le varie eclissi che accompagnano avvenimenti un po\' sinistri ma tutto sommato liberatori (vedi Dolores Claiborne) o il Barren in It, luogo di divertimento e di pericolo allo stesso tempo o, per finire, Boy\'a Moon in Lisey, luogo fantastico e ambiguo. Ma forse dipende dal fatto che non ho letto tutto di King...
Idee? :roll:

PS. Ho notato che qualcuno ha ridenominato il topic inserendo una parola di origine tedesca, è possibile ritornare all\'originale?

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » dom lug 15, 2007 5:35 pm

PS. Ho notato che qualcuno ha ridenominato il topic inserendo una parola di origine tedesca, è possibile ritornare all\'originale?


No, del resto la denominazione originale del topic "visione del mondo" è rimasta.
Capisco che sia TUA premura fare in modo che tutti capiscano di cosa si dovrebbe discutere in questa sede, ma ritengo che sia opportuno e lecito usare il termine appropriato che è esattamente quello a cui TU stesso pensavi quando ne abbiamo discusso in privato e mi hai chiesto che ne pensavo, usando non a caso la parola weltanshauung... :roll: ...

terrei inoltre a fare presente all\'utenza tuttache i topic non sono gestione esclusiva di coloro che li aprono, ma dello staff del sito che li gestisce nel modo che ritiene più opportuno :wink: .

Tornando in topic e cercando di rispondere alla domanda che u-boot45 si/ci pone sul ruolo della Natura credo che faccia solo da scenario alle varie vicende e che solo a volte faccia da catalizzatore a determinati avvenimenti, e penso a La Tempesta del Secolo o al racconto La Nebbia...

piuttosto, u-boot45 ti è ricapitata sottomano l\'edizione in lingua originale di Tutto è Fatidico così da poter rispondere alla domanda che ti ho fatto due post fa?
:wink:


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