La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Ospite

La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » mar apr 24, 2007 6:03 pm

SK è un narratore di storie riconosciuto.
Ma cosa ne pensate della sua eventuale visione del mondo? Cosa veramente crede? e cosa risponderebbe alle fatidiche domande su dove andiamo, da dove veniamo, ecc?
In altre parole, c\'è una visione ragionata e generale dietro i suoi romanzi e racconti o è solo legato all\'invenzione? C\'è una morale complessiva nelle sue opere?

Tosta eh, ma che volete, nel sottomarino certi giorni ci si annoia...

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » mar apr 24, 2007 10:56 pm

Ciao U-boot, girando per il forum sono rimasta colpita da questo argomento. Certamente non è semplice provare a rispondere. :roll:
La prima cosa che mi viene in mente - tralasciando la questione delle domande fatidiche - è il fatto che si avverte una sorta di rassegnata accettazione della natura umana, nelle sue varie sfumature. Con ironia e autocritica mi sembra che King sorrida spesso beffardo delle miserie degli uomini. Ognuno con la sua storia e i suoi problemi, lacerato tra la consapevolezza di star facendo una cosa "sbagliata" e l\'incapacità di cambiare il destino delle cose.
Mi viene in mente Edgecombe - che compie il suo lavoro pur sapendo di fare una azione ingiusta - Ralph di Insomnia che prende sulle spalle la sua missione di salvezza pur conoscendone la pericolosità, Dolores che compie un crimine perché sa che è la cosa migliore in quel momento. Certe volte non si può fare a meno di essere dalla parte del "male", e allora forse il senso e il significato del giusto /bene e del male/ìingiusto acquistano una dimensione diversa , più sfumata e anche a volte sovrapposta.
Forse King vorrebbe un mondo migliore, come tutti, ma questo si trova di fronte e questo ritrae spietatamente ma sotto sotto bonariamente. :wink: uuaaaoo...che fatica!!

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » mar apr 24, 2007 11:16 pm

La "visione del mondo" da parte di Stephen King é stata quella di molti americani nati poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e divenuti adolescenti nel pieno degli anni \'60, convinti di poter cambiare il mondo con la chitarra in mano, un fiore nei capelli e uno spinello in bocca ...salvo poi essere bruscamente risvegliati all\'indomani del declino del movimento yippie.
Anche adesso, é rimasto un po\' "fricchettone" nell\'animo ...pure nei gusti musicali.... :D
Quello che pensa del mondo e della società lo si può agevolmente dedurre dalla sua posizione politica apertamente democratica e liberal, che lo pone decisamente "a sinistra" secondo il metro statunitense.

Non ritengo ci siano morali nascoste o palesi da ricavare, o visioni complessive nei suoi romanzi. E mi piace che sia così. E\' più divertente.

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » gio apr 26, 2007 9:41 pm

Intanto ringrazio Civetta e graant per il loro contributo poi passo sinteticamente al mio pensiero che - devo ammetterlo come premessa - si basa sulla lettura di una quindicina tra romanzi e racconti.
L\'universo descritto da SK nei suoi libri ruota, secondo me, intorno due temi principali: il male (e la morte come sue appendice) e la risposta dell\'uomo.
Il male può essere assoluto e rappresentato da un luogo (Overlook hotel), una persona (Gaunt) oppure causale (Cujo); in questi casi la sua origine è esterna al soggetto. Può essere relativo e venire dal di dentro e quindi di natura psicologica (i Perdenti di It) o la pazzia di molti rotagonisti dei suoi romanzi.
La risposta dell\'uomo può essere antagonistica (Ralph Roberts, Insomnia)e quindi di lotta, o passiva (J. Torrance, Shining) e quindi di accettazione. L\'uomo pertanto ha la possibilità di reagire per trovare la salvezza o più semplicemente una via d\'uscita, sia attraverso uno sforzo individuale (Dolores) che collettivo (i Perdenti).
Sempre secondo me, il vettore per la salvezza è talvolta l\'amore o in genere i legami affettivi tra le persone (Mucchio d\'ossa) altre volte SK sembra riporre molte aspettative nel potere della letteratura, ma il più delle volte la figura dello scrittore non esce benissimo dai suoi romanzi (esempi a scatafascio).
Tuttavia nonostante la possibilità di salvezza esista concretamente, la visione generale di SK non è delle più ottimistiche anche perchè egli sembra escludere l\'intervento della Provvidenza e, come è noto, molto progetti umani senza questo aiuto trovano maggiori difficoltà di realizzazione.
Questa visione pessimistica-ma sempre corroborata da una buona dose di ironia- sembra pure rafforzata dalla fine riservata ai "buoni" che pure porteranno impresse su di loro delle belle cicatrici causate dalla lotta contro il fatto estraneo maligno che irrompe a disturbare il placido tran tran (la pazzia, una condanna ingiusta, l\'ennesimo cowboy dello spazio profondo,...).
Le vicende narrate da SK non sono mai cosmiche e mai riguardano l\'umanità in generale ma sempre ambiti molto ristretti e molto spesso legati a quello familiare: l\'unico vero microcosmo in cui si risolvono o esplodono tutte le contraddizioni dell\'animo umano. Le lotte di potere e lo scontro delle volontà s ricompongono (o non si ricompongono e allora sono guai) sempre tra le mura di casa; ma come per la leteratura SK non sembra farci troppo affidamento.
Ultima osservazione per la musica. E quasi sempre citata indirettamente da SK a mai con riferimenti negativi: fosse questa la vera via di fuga?
Grazie per la pazienza di aver letto queste riflessioni ma mi andava di condividerle con voi :oops: (siamo accomunati dalla stessa passione, no); spero presto di leggere le vostre. :wink:

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » ven apr 27, 2007 1:58 pm

Dunque dunque, la faccenda si fa tosta ma intrigante.
Le riflessioni di U-boot sono di grande spessore e frutto evidentemente di una approfondita analisi e attenta riflessione e meditazione su quello che va oltre il testo.
Sostanzialmente mi ritrovo d\'accordo iin molti punti .
Per il discorso del male, ritengo che non ne esista di "assoluto" - così come non esiste il bene assoluto - è la visione etica che attribuisce il valore alle azioni.
Qualunque sia la causa del male,
King penso lo ritenga tale perchè portatore di dolore e morte. :(
E la risposta dell\'uomo nei confronti del dolore e della morte è quella del perdente,
sia che lotti attivamente contro di esse sia che lo subisca in modo passivo.
Se penso a Pet Sematary vedo concentrato in esso il succo del suo pensiero:
la possibilità di far uso di un posto speciale (cimitero)
per sconfiggere la morte accidentale - ma pur sempre naturale - che sconvolge la serenità di una famiglia, e getta nel dolore più atroce una madre e un padre per la morte del figlio e una bambina per la morte di un animale a lei caro.
Ma la decisione di sconfiggere la morte, e quindi di ridurrre la dose di dolore
che essa provoca nel cuore dell\'uomo, genera mostri. :?
Non si può tornare indietro,
chi ci prova è libero di farlo, ma non riavrà più colui che è morto.
La ribellione deve lasciare il posto all\'accettazione degli eventi (Lisey),
ci saranno ancora occasioni per il singolo di combattere la sua privata guerra contro la sofferenza, e questa lotta privata contro la morte - dolore acquista una dimensione universale.
In questo senso dunque, secondo me, le vicende narrate da King
riguardano l\'intero universo e non solo il singolo protagonista delle storie.
Una sorta di Provvidenza spesso si sente aleggiare sopra le vicende dei "buoni" e sorridere ai loro tentativi di mutare il corso delle cose :lol:
(Gerald: Jessie che scherzando prega Dio di darle una mano ..)
Sulle possibilità di salvezza : io le vedo spesso riposte da King nei ricordi.
Numerose volte King ci parla di oggetti e beni personali dei protagonisti.
In essi ripone secondo me un aspetto salvifico; un ricordo speciale strazia l\'animo
ma gli dona infine la pace, così come prendere in mano un oggetto dell\'infanzia
o appartenuto ad una persona cara (Mucchio d\'ossa, Lisey)
permette di attraversare il ponte tra la morte di ieri e la vita di oggi.
In questo sta l\'umanità della visione kinghiana del mondo. :wink:

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » ven apr 27, 2007 6:34 pm

cut... poi passo sinteticamente al mio pensiero...


:shock: :shock: :shock: omamma se questo è essere sintetici non oso pensare che fai quando NON lo sei :mrgreen:
Premettendo che questo è un argomento che necessita di un «po\'» di seria riflessione e di una lettura e rilettura non superficiale dei testi kinghiani e che pertanto mi riservo di continuare a pensarci per futuri interventi, sinceramente ammetto di non aver mai considerato la possibilità che potesse esserci una visione del mondo ragionata nella vasta produzione letteraria del RE :mrgreen:
Rispondendo d\'istinto credo di no, dal momento che essa percorre un arco di tempo ormai trentennale, tra alti e bassi inevitabili visto, appunto, il grande numero di lavori che la compongono, ma sin dai primi romanzi appare chiaro quali siano le tematiche care a King che ritornano in quasi tutti i suoi scritti e, attraverso queste, la sua visione del mondo: l\'infanzia, il passaggio dall\'infanzia all\'adolescenza, le difficoltà e i disagi degli adolescenti i rapporti familiari che ifluiscono nel comportamento dei personaggi ("buoni" e "cattivi") la famiglia e la crisi della famiglia americana e del mito americano analizzati con acuto spirito critico attraverso il microcosmo della provincia statunitense.


... Questa visione pessimistica-ma sempre corroborata da una buona dose di ironia- sembra pure rafforzata dalla fine riservata ai "buoni" che pure porteranno impresse su di loro delle belle cicatrici causate dalla lotta contro il fatto estraneo maligno che irrompe a disturbare il placido tran tran... cut ...


più che pessimismo credo che King, a dispetto della cornice orrorifica in cui inquadra le sue storie abbia una visione molto realistica del genere umano e del suo agire, dove determinate scelte devono essere per forza di cose compiute e in cui gli esiti non sono sempre positivi.
King, inoltre, non si erge mai a giudice dei suoi personaggi (buoni e cattivi), tutta gente comune, con i problemi e le paure di tutti, sempre antieroi, (persino Roland!), non sale mai in cattedra a sentenziare quali azioni da essi compiute siano giuste o sbagliate ma tende a motivarne, attraversoun fine tratteggio psicologico il loro agire che spesso è il risultato dei trascorsi familiari nell\'infanzia, lasciando al lettore il compito di giudicare...
non sono tuttavia daccordo con graant quando scrive:


Non ritengo ci siano morali nascoste o palesi da ricavare, o visioni complessive nei suoi romanzi. E mi piace che sia così. E\' più divertente.


perché, così scrivendo, da l\'impressione di relegare King, come fanno i suoi detrattori, al semplice ruolo di autore commerciale di bestsellers... e a \'sto punto mi fermo, anche se ci sarebbero tantissime altre considerazioni da fare sulla poetica kinghiana :oops: ... ma una cosa per volta :roll:

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » ven apr 27, 2007 7:20 pm

io ho letto quasi tutti i libri di SK e secondo me la sua visione del mondo è molto semplice bisogna ripararsi nella fantasia perchè anche se i suoi libri sono considerati libri horror sono sempre meglio della realtà..........

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » ven apr 27, 2007 11:31 pm

[CUT] ...non sono tuttavia daccordo con graant quando scrive:

Non ritengo ci siano morali nascoste o palesi da ricavare, o visioni complessive nei suoi romanzi. E mi piace che sia così. E\' più divertente.


perché, così scrivendo, da l\'impressione di relegare King, come fanno i suoi detrattori, al semplice ruolo di autore commerciale di bestsellers... e a \'sto punto mi fermo, anche se ci sarebbero tantissime altre considerazioni da fare sulla poetica kinghiana :oops: ... ma una cosa per volta :roll:



Probabilmente mi sono espresso in modo sbagliato: é logico che in tutte le opere letterarie (romanzi, racconti, commedie...) sia contenuta una qualche morale, un modo di porsi dei personaggi verso la storia da cui (forse) si può pensare di estrapolare la visione dell\'autore nei riguardi della vita, del mondo ...eccetera. Ma penso anche che (almeno per quanto riguarda King) la preoccupazione principale risieda nella storia. King scrive perché scrivere gli piace, si diverte, ...non per un senso del dovere o per insegnare alcunché. Non é affatto detto che l\'autore pensi come i suoi personaggi.

Io ritengo improbabile che esista una "visione complessiva" insita nelle sue opere non perché non sia astrattamente possibile, ma perché in questo modo accetterebbe di confinare la sua produzione entro uno schema predefinito. E tutta la sua produzione letteraria così complessa e variegata é l\'esatto contrario di tutto ciò.

E poi sarebbe in contrasto con quello che lo stesso King afferma:

"I am the literary equivalent of a Big Mac and Fries"; e ancora:
"I don\'t take notes; I don\'t outline, I don\'t do anything like that. I just flail away at the goddamn thing. I\'m a salami writer. I try to write good salami, but salami is salami. You can\'t sell it as caviar".


La visione del mondo di Stephen King si potrebbe più realisticamente dedurre dalle opinioni politiche, dalle sue esperienze giovanili e dall\'ambiente familiare nel quale é vissuto.

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » ven apr 27, 2007 11:36 pm


E poi sarebbe in contrasto con quello che lo stesso King afferma:

"I am the literary equivalent of a Big Mac and Fries"; e ancora:
"I don\'t take notes; I don\'t outline, I don\'t do anything like that. I just flail away at the goddamn thing. I\'m a salami writer. I try to write good salami, but salami is salami. You can\'t sell it as caviar".


Oh, ma quello che affermano gli autori sulle proprie opere non è mai da prendere in considerazione! Anche Freddie affermava di scrivere solo canzonette usa e getta senza alcun significato preciso, ma ovviamente non è così...

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » sab apr 28, 2007 11:37 am


E poi sarebbe in contrasto con quello che lo stesso King afferma:

"I am the literary equivalent of a Big Mac and Fries"; e ancora:
"I don\'t take notes; I don\'t outline, I don\'t do anything like that. I just flail away at the goddamn thing. I\'m a salami writer. I try to write good salami, but salami is salami. You can\'t sell it as caviar".


Oh, ma quello che affermano gli autori sulle proprie opere non è mai da prendere in considerazione! Anche Freddie affermava di scrivere solo canzonette usa e getta senza alcun significato preciso, ma ovviamente non è così...



Sul livello della narrativa kinghiana (peraltro abbastanza altalenante) si possono scrivere, e sono stati scritti, libri e libri.
Io mi sono limitato a riportare queste sue frasi da un\'intervista, concessa nel \'95 a non so quale giornalista. Trascuriamo pure il giudizio critico da lui espresso sulle sue opere, frutto di una certa modestia dinanzi al successo dei suoi libri in tutto il mondo. Ma ho ritenuto comunque importante inserirle, perché mi sembrava opportuno sottolineare il fatto che Stephen King in persona nega che ci siano significati nascosti o sottintesi nelle sue opere.
Se poi attraverso lo svolgimento della storia si ravvisa una morale di fondo non é detto che il pensiero del personaggio sia necessariamente coincidente con quello che pensa King.

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » lun apr 30, 2007 11:42 am

Per Graant: concordo nel dire che SK non è un filosofo e non ha in mente nessun disegno di redenzione del mondo o di ammaestramento di masse. Tuttavia, secondo me, per il fatto che libro dopo libro insiste su alcuni temi e sempre quelli, ne deduco che una certa tematica specifica gli stia a cuore più di altre. :roll:
Di conseguenza, possiamo pure trovare un "messaggio" più svelato e frequente di altri. Non sarà forse il caso nel caso di SK di disturbare concetti come quelli di poetica o estetica (weltanschauung, per i più raffinati tra noi :oops: :? ) ma forse, questo sì, di una ricorrenza di problematiche: che è proprio l\'argomento che cerco di condividere con voi.
Non credo alla figura dello sscrittore-medium e basta; c\'è quasi sempre un messaggio: sarà un messaggio al salame ma per alcuni avrà lo stesso gusto del caviale (e di quello buono). :wink:

Per bobbi: grazie per il contributo, ma la tua opinione? :roll: :D

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » lun apr 30, 2007 11:52 am


Per bobbi: grazie per il contributo, ma la tua opinione? :roll: :D


Chi ti dice che abbia un\'opinione? :roll: :lol:

Scherzi a parte, da quando hai aperto il topic ci sto pensando. Io purtroppo funziono a pochi bit alla volta, dovete avere pazienza :lol: Ho pensato a questa questione, negli anni passati, ma "a compartimenti": ad esempio ho riflettuto sulla sua visione della malattia e della morte, e simili, ma non ho mai considerato l\'insieme. A presto (ma non troppo ^^) per qualche considerazione!

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » dom mag 06, 2007 2:39 pm

Caro u-boot, ci ho pensato su un bel po\'...
Caspita, è una domanda a cui è difficile rispondere...
Premetto che degli altri commenti non ho letto quasi nulla, ma lo farò appena avrò premuto invio.
Credo che Stephen King non abbia la presunzione di dire la sua su come il mondo dovrebbe andare, o se come va è bene o male...credo che il messaggio più chiaro che traspare dai suoi scritti, siano romanzi o racconti, sia una analisi della realtà in cui si vive piuttosto esplicita, spesso denudata delle convenzioni o dei silenzi con la quale la infarciamo. Descrive senza giudizio il cuore, l\'anima e il pensiero dei suoi protagonisti, che altri non sono che la rivisitazione di ogni tipo di persona esistente...
Per capire cosa intendo, mi viene in mente proprio uno dei libri in cui cadono miseramente agli occhi del lettore le maschere sociali dei personaggi: Cose preziose.
Chiunque, anche i più insospettabili hanno una maschera, ogni giorno, ogni istante, non una maschera conscia, non una scelta di celarsi, ma una maschera di convenienza, che aiuta a convivere, a stare con gli altri, ma forse ancor di più a convivere con se stessi.
Questa maschera non è male o bene, è necessaria, utile... Quando la maschera cade, quando si vedono la grettezza e la brutalità che albergano, anche se solo in piccolissime dosi, dentro di noi, allora la sopravvivenza diventa davvero difficile...
Forse mi sono un po\' allontanata dal discorso centrale, ma cerco di chiarire che cosa sto dicendo: credo che King sia ben consapevole di questa maschera e di cosa si nasconda dietro. Credo sia un grande conoscitore dell\'essere umano, non solo per lo studio che mette sicuramente dietro ogni suo lavoro, ma soprattutto perchè riesce a "sentirsi", ad "ascoltare" anche qella parte di se\' che nasconde dietro la maschera sociale, ad entrarvi in contatto e ad analizzarla per quello che è...
Mi sono dilungata molto e forse non ho neppure risposto alla tua domanda, ma spero di sì... In caso contrario, dimmelo pure e cercherò di fare meglio :)

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » lun mag 07, 2007 5:09 pm

Grande Falena, precisa come un bisturi, sintetica come una congiunzione ed efficace come una bomba intelligente. :roll: :shock: :D
Il tuo commento, così come qualcuno di quelli precedenti, mi ha fatto pensare a tutti quegli autori classici del passato che non avevano nessuna velleità poetico/estetica generale ma solo di raccontare la vita così com\' è. Fino a quando un granellino di sabbia non si infila nel bell\'ingranaggio rodato...

Ospite

Re: La weltanshauung (visione del mondo) di Stephen King

Messaggioda Ospite » mar mag 08, 2007 11:10 am

Ho ripreso in mano Danse Macabre... già nelle prime 40 pagine c\'è più o meno un sunto di cosa pensa King di svariate cose, perché per parlare di horror fa il giro a un sacco di aspetti della vita (sua e in generale...)
Direi che c\'è un po\' tutto, pensiero politico, società, il suo lavoro di narratore, infanzia e "humus culturale"...

Un\'ottima lettura per conoscere un po\' la testa di quel pazzo di scrittore...


Torna a “Curiosità  e varie”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti

cron