Personaggi kinghiani preferiti: un approccio critico

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Personaggi kinghiani preferiti: un approccio critico

Messaggioda Ospite » sab mag 12, 2007 10:10 pm

Mi sa questo topic sarà molto poco frequentato :mrgreen:
Tuttavia coltivo da sempre l\'idea di parlare dei nostri personaggi preferiti (ma anche detestati, perché no), pregandovi di non limitarvi ad enumerarli in stile lista della spesa, ma a spiegare criticamente perché vi hanno colpito in positivo e in negativo.
Naturalmente il parere di ciascuno è anch\'esso suscettibile di critiche (garbate) e/o suggerimenti.

Comincio io con colei dalla quale prendo il nome :mrgreen:
So che Tommyknockers non è tra i romanzi preferiti dall\'utenza (e Dio solo sa il perché :mrgreen: :roll: ) tuttavia il personaggio di Roberta Anderson è, a mio parere, uno dei più affascinanti dell\'intera produzione kinghiana, anche perché è tratteggiato con una maestria difficilmente concepibile se si considera che scaturisce dalla penna di un uomo.
Questo personaggio è infatti dipinto con pennellate veramente intimiste, molto più di quanto non succeda, tanto per fare un esempio, con Dolores o Rose (i cui problemi e drammi hanno un andamento maggiormente "universale, oggettivo, generale" come volete dire). Invece la condizione psicologica di Bobbi (condizione di partenza necessaria, secondo me, per spiegare l\'evoluzione successiva della vicenda e del personaggio), si dipana attraverso una parte iniziale abbastanza corposa, che ha fatto sì che la si considerasse "lenta" "noiosa" o altri aggettivi simili. Non si considera che proprio il particolare stile di vita e la storia personale di Bobbi hanno reso necessario un adeguato trattamento stilistico che rendesse empaticamente partecipe il lettore dei casi della vita delle nostra eroina.
Proprio prendendo le mosse da questa premessa si capisce molto del successivo andamento della situazione, delle scelte di questa donna sola e fragile e minata nella sua sicurezza personale; per intenderci, fosse capitato a Dolores di inciampare, le cose sarebbero andate in modo completamente diverso, non trovate?
Bobbi mi piace anche perché mi somiglia parecchio, nel modo di porsi con gli altri, nell\'amore incondizionato di cui è capace (non mi sto lodando e imbrodando: secondo me l\'amore incondizionato non è un pregio, ma una terribile stupidaggine -_-) , in alcune riflessioni sulla vita e sulla famiglia, nell\'autoironia con cui letteralmente affronta se stessa.
E in molti altri particolari che per privacy non posso svelare :mrgreen:
Dovesse venirmi in mente qualcosa, aggiungerò.

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Re: Personaggi kinghiani preferiti: un approccio critico

Messaggioda Ospite » lun mag 14, 2007 4:54 pm

Al volo: tra i personaggi di King che io apprezzo c\'è innanzitutto lo stesso King cioè il personaggio che è riuscito a costruirsi in tutti questi anni e che oltre che dalle pagine delle sue storie salta fuori dalle prefazioni, postfazioni, note dell\'autore che accompagnano le raccolte dei racconti e soprattuto Danse Macabre ed On Writing.
King ama molto raccontarsi e questo è anche un espediente per familiarizzare con suoi Fedeli Lettori... a me sembra di conoscerlo di persona!...
:wink:

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Re: Personaggi kinghiani preferiti: un approccio critico

Messaggioda Ospite » lun mag 14, 2007 6:42 pm

Al volo: tra i personaggi di King che io apprezzo c\'è innanzitutto lo stesso King cioè il personaggio che è riuscito a costruirsi in tutti questi anni e che oltre che dalle pagine delle sue storie salta fuori dalle prefazioni, postfazioni, note dell\'autore che accompagnano le raccolte dei racconti e soprattuto Danse Macabre ed On Writing.
King ama molto raccontarsi e questo è anche un espediente per familiarizzare con suoi Fedeli Lettori... a me sembra di conoscerlo di persona!...
:wink:




Oltre a quotare Piuccia aggiungo uno dei tanti personaggi che mi son piaciuti leggendo King : Randall Flagg. Ma non quello molliccio e tenero della Torre Nera, bensì quello dell\'Ombra dello scorpione, l\'impersonificazione del male privo di scrupoli e pietà :twisted:

E\' il personaggio più cattivo che secondo il mio modesto parere sia nato dalla penna del Nostro, o almeno, lo è nel sopra citato romanzo :roll:

Credo che creare un personaggio che appartenga al Male sia più difficile rispetto alla nascita dei personaggi buoni, d\'altronde sono i cattivi quelli che vengono ricordati più a lungo dai lettori :twisted:

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Re: Personaggi kinghiani preferiti: un approccio critico

Messaggioda Ospite » lun mag 14, 2007 8:03 pm

Mi sa questo topic sarà molto poco frequentato :mrgreen:
Tuttavia coltivo da sempre l\'idea di parlare dei nostri personaggi preferiti (ma anche detestati, perché no), pregandovi di non limitarvi ad enumerarli in stile lista della spesa, ma a spiegare criticamente perché vi hanno colpito in positivo e in negativo
.


Bobbi, il tuo topo è molto interessante ma il tuo approccio un po\' pessimistico! :lol:
pensi che sarà poco frequentato? sù un po\' di fiducia negli utenti 8) :lol:

Tralasciando la lista della spesa,
è ben chiaro cosa intendevi con il termine approccio critico.
Per me il personaggio - uno tra i tanti in realtà - che mi ha affascinato e fatto riflettere molto è stato John Coffey. Cioè la descrizione che King ne dà.
Vedo in Coffey un moderno Gesù, dotato di poteri sovranaturali e segnato da un destino
già deciso per lui. Un uomo diverso dagli altri, consapevole delle sue potenzialità che però rinuncia ad usare nel momento della salvezza per sfuggire alla morte.
Un uomo rassegnato, che però non disdegna di usare il suo potere per punire il colpevole dell\'uccisione delle bambine. Il suo dolore (i suoi cocci di vetro) è il dolore del mondo, come quello di Gesù. La sua morte sulla sedia elettrica l\'inevitabile fine di una vita stabilita da una giustizia umana, limitata e spesso portata a giudicare dalle apparenze. Coffey un uomo diverso - grosso, nero, di poche parole - come Gesù, e per questo
il primo a pagare per le colpe di altri meno sospettabili. Avrebbe potuto salvarsi da solo con un atto di "magia"? sicuramente sì, ma King lo consegna alla morte pulito e integro.
Un innocente che lascia in Edgecombe un senso di colpa per il resto dei suoi giorni.
E mi dico: bisogna lottare quando sappiamo quale è la verità, a qualunque costo :rulez: :rulez:

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Re: Personaggi kinghiani preferiti: un approccio critico

Messaggioda Ospite » lun mag 14, 2007 9:17 pm


Bobbi, il tuo topo è molto interessante ma il tuo approccio un po\' pessimistico! :lol:
pensi che sarà poco frequentato? sù un po\' di fiducia negli utenti 8) :lol:


My precious, questo si chiama realismo e non pessimismo :lol:

Tralasciando la lista della spesa,
è ben chiaro cosa intendevi con il termine approccio critico.


Oh, Algol, sapessi quante volte in vita mia mi sia trovata a dire la frase "io mangio la mela" e ad accorgermi che il destinatario non aveva capito. :roll: Nel dubbio, meglio abbondare che mancare.

Mizzica quando ti metti... :mrgreen: hai un pò di soda caustica? mi è finita :lol:

La tua riflessione è molto interessante e mi ha solleticato un paio di domande, ancora in costruzione, tuttavia.

Oltre a quotare Piuccia aggiungo uno dei tanti personaggi che mi son piaciuti leggendo King : Randall Flagg.


Dato che tu e Pirulix concordate su questo punto, mi piacerebbe sapere da ciascuno di voi se pensate che il personaggio-King, ovviamente per definizione "romanzato" (altrimenti non sarebbe un personaggio), sia costruito intorno ad un asse particolare, un motivo ricorrente, un aspetto predominante o simili. Oppure se pensate, al contrario, che sia tratteggiato con molto realismo.

Poi vorrei sapere se secondo te la diversità del personaggio di Flagg dalla Torre all\'Ombra dello Scorpione sia dovuta ad una scelta dell\'autore o al caso, e, se dovuta a King, perché. Non ho letto abbastanza della Torre per saperlo!!

Ospite

Re: Personaggi kinghiani preferiti: un approccio critico

Messaggioda Ospite » lun mag 14, 2007 9:34 pm


Oltre a quotare Piuccia aggiungo uno dei tanti personaggi che mi son piaciuti leggendo King : Randall Flagg.


Dato che tu e Pirulix concordate su questo punto, mi piacerebbe sapere da ciascuno di voi se pensate che il personaggio-King, ovviamente per definizione "romanzato" (altrimenti non sarebbe un personaggio), sia costruito intorno ad un asse particolare, un motivo ricorrente, un aspetto predominante o simili. Oppure se pensate, al contrario, che sia tratteggiato con molto realismo.

Poi vorrei sapere se secondo te la diversità del personaggio di Flagg dalla Torre all\'Ombra dello Scorpione sia dovuta ad una scelta dell\'autore o al caso, e, se dovuta a King, perché. Non ho letto abbastanza della Torre per saperlo!!


Credo e spero che sia il suo modo di mettersi sullo stesso piano con il lettore, in altri autori troviamo delle note dello scrittore ma spesso e volentieri sono solo ringraziamenti verso chi l\'ha aiutato in un modo o nell\'altro nella stesura del romanzo in questione.

King oltre a fare ciò, chiacchera con noi Fedeli Lettori, noi che l\'abbiamo reso Il re del brivido, nonostante il successo in ogni suo libro c\'è quasi sempre un appunto a noi dedicato ed è questo che lo rende più vicino a noi :wink:

L\'ho invece trovato un pò acidello nella postfazione della Torre Nera :cry: :cry: :cry:

Quanto a Flagg dovrei spoilerarti una cosetta importante, ti posso dire che non so perchè ci sia stata tale caduta di stile del personaggio, forse la fretta di concludere la saga e la storia del personaggio, forse, come da te suggeritomi, è solo dovuto al caso. In ogni caso per me quello non era Flagg :cry: :cry: :cry:

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Re: Personaggi kinghiani preferiti: un approccio critico

Messaggioda Ospite » lun mag 14, 2007 9:50 pm

Dato che tu e Pirulix concordate su questo punto, mi piacerebbe sapere da ciascuno di voi se pensate che il personaggio-King, ovviamente per definizione "romanzato" (altrimenti non sarebbe un personaggio), sia costruito intorno ad un asse particolare, un motivo ricorrente, un aspetto predominante o simili. Oppure se pensate, al contrario, che sia tratteggiato con molto realismo.


ommamma :shock: , mi sento come se fossi ad un\'interrogazione!

dunque prof.ssa... si, il personaggio King secondo me è costruito intorno a un asse particolare: il Re si presenta come uno di noi, come un uomo medio, un padre e marito di famiglia, una classica famiglia americana... una persona comune con la sola differenza che ha realizzato il suo sogno, scrivere... diventa personaggio egli stesso nella Torre Nera, dove si descrive esattamente come nelle varie prefazioni dei suoi lavori.
Non ho capito che intendi quando scrivi
ovviamente per definizione "romanzato" (altrimenti non sarebbe un personaggio)...ad es. tu, Sabina-bobbi pur non essendo un personaggio di un romanzo, quindi romanzata per definizione, eppure fai di tutto per essere un personaggio... non so se mi sono spiegata :wink: ...

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Re: Personaggi kinghiani preferiti: un approccio critico

Messaggioda Ospite » mar mag 15, 2007 2:35 am


ommamma :shock: , mi sento come se fossi ad un\'interrogazione!

dunque prof.ssa.


-_- Tra te e Algol non saprei proprio decidere chi supera l\'altro in acido cloridrico (io :mrgreen: ) :lol: :lol: :lol:




Non ho capito che intendi quando scrivi ovviamente per definizione "romanzato" (altrimenti non sarebbe un personaggio)...ad es. tu, Sabina-bobbi pur non essendo un personaggio di un romanzo, quindi romanzata per definizione, eppure fai di tutto per essere un personaggio... non so se mi sono spiegata :wink: ...


Francamente no :mrgreen: Intendevo dire che un personaggio è, per sua natura, romanzato. Se non lo fosse, non sarebbe personaggio ma persona!
Per quanto mi riguarda sono naturalmente anch\'io in parte un personaggio perché l\'espressione della mia personalità passa attraverso il medium del pc, così come per King avviene col medium della pagina scritta.

Sicuramente quello che dite sul personaggio King è veritiero e fededegno; tuttavia un aspetto che secondo me è stato tralasciato ma che è praticamente sempre presente nelle pre e postfazioni, è l\'intento apologetico della propria opera. Ci riempie infatti di aneddoti talvolta spiritosi e divertenti, talaltra irritanti sulla considerazione che pubblico e critici hanno nei confronti dei sui scritti. Zio Steve tende sempre a partire, nella presentazione dei perché e dei percome della genesi delle sue opere, sulla difensiva, se così vogliamo dire, prevenendo le obiezioni eventualmente mosse dal Fedele Lettore. E anche se dice che per lui non è mai stato un problema essere etchettato come scrittore dell\'orrore, va notato come metta l\'accento - giustamente - sulle opere che horror non sono, come accade per Rita Hayworth e la redezione di Shawshank (un pò come Lino Banfi o Paolo Villaggio che ad ogni intervista ci tengono a ricordare al pubblico che non hanno girato solo Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio o Fantozzi
; ma perché, poi? :roll: Meglio il commissario Lo Gatto che Nonno Libero, sempre e comunque :rulez: ).
Secondo me questo è un aspetto fondamentale del King-personaggio: una specie di Socrate letterario che si difende con l\'ironia e l\'aneddotica dai giudici che lo condannano di empietà: l\'empietà di essere uno dei più grandi scrittori contemporanei, suprema sintesi di qualità e successo commerciale.

Ospite

Re: Personaggi kinghiani preferiti: un approccio critico

Messaggioda Ospite » mar mag 15, 2007 8:31 am

... Intendevo dire che un personaggio è, per sua natura, romanzato. Se non lo fosse, non sarebbe personaggio ma persona!


Da un lato c\'è la persona King, quella di tutti i giorni, che magari sarebbe per la maggior parte dei Fedeli Lettori una delusione perché, essendo reale, non corrisponderebbe all\'idea di King che ce ne siamo fatti attraverso il suo incessante raccontarsi, ovvio... l\'altra è il personaggio pubblico che il Re ha deciso di essere e che sa vendersi e sponsorizzarsi alla perfezione... Arte e vita fusi in un tutt\'uno? No, non credo... boh? E che ne so!
... tuttavia, non posso non considerare che se non mi avesse catturata l\'AUTORE con la sua personalità, con il suo modo di raccontarsi e di mettersi in gioco in prima persona di certo non mi sarei mai sognata di leggere la sua intera produzione, al limite mi sarei fermata ai romanzi più in linea con i miei gusti (il primo libro che ho letto di King è stato Danse, che mi ha fatto ricredere sui luoghi comuni circa il suo autore, di cui io stessa ero vittima... per forza, lo associavo a tutte quelle porcherie di film che sono stati realizzati alla fine degli anni 80 dove il suo nome compariva a grandi lettere sui cartelloni pubblicitari!!!)...


... E anche se dice che per lui non è mai stato un problema essere etchettato come scrittore dell\'orrore, va notato come metta l\'accento - giustamente - sulle opere che horror non sono, come accade per Rita Hayworth e la redezione di Shawshank.
Secondo me questo è un aspetto fondamentale del King-personaggio: una specie di Socrate letterario che si difende con l\'ironia e l\'aneddotica dai giudici che lo condannano di empietà: l\'empietà di essere uno dei più grandi scrittori contemporanei, suprema sintesi di qualità e successo commerciale.


ovviamente daccordo, ma non del tutto sul fatto che si difenda, nel senso che secondo me, non gliene può fregar di meno: i suoi scritti parlano per lui ed è ricco sfondato facendo il mestiere che ha sempre sognato fare!...
ma pensa un po\' anche noi ci troviamo su un sito tetramente nero che si definisce il regno del terrore :roll: e contribuiamo ahimè a tutti questi luoghi comuni di comodo su King invece che metterne in luce le sue qualità letterarie tout court.

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Re: Personaggi kinghiani preferiti: un approccio critico

Messaggioda Ospite » mar mag 15, 2007 9:16 am

oltre al personaggio di frannie che per forza di volontà e per carisma è uno dei personaggi che amo di più, un personaggio che amo molto è Bill del grandissimo IT, perchè nonostante l\'età, non si è ancora dimenticato di cosa si erano promessi ed è il primo che sprona gli altri, è l\'anima portante del gruppo è la chiave di tutto.
E poi adoro il personaggio di lisey perchè è una donna forte, che ama all\'infinito il proprio marito e crede in tutti gli indizi che lui gli ha seminato in previsione di quello che doveva avvenire; penso di aver esaurito le argomentazioni per adesso: se mi viene in mente qualcosa d\'altro ve lo faccio sapere :mrgreen:

Ospite

Re: Personaggi kinghiani preferiti: un approccio critico

Messaggioda Ospite » mar mag 15, 2007 10:54 am

-_- Tra te e Algol non saprei proprio decidere chi supera l\'altro in acido cloridrico (io :mrgreen: ) :lol: :lol: :lol:

Ehilà Bobbi...siamo all\'acido cloridrico? siamo solo gas per te? 8)
e comunque sia...la chimica è tutto nella vita, smentitemi!!!!
e poi qualche volta lo avrai sicuramente usato per risolvere qualche problema in casa...
certo miscelato al cloruro di sodio, ovvero il nostro sale da cucina
e la vita senza sale che sapore ha?? quindi ben venga l\'acido cloridrico
e anche la candeggina, che sbianca, disinfetta e distrugge batteri e virus !
che vuoi di più???? :lol: :lol:
comunque tornando all\'approccio critico, aspetto le tue riflessioni su Coffey...
Su King in sè non ho niente da dire per ora.
Mi riservo qualche riflessione su Ardelia e Pop Merrill..con calma :rulez:

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Re: Personaggi kinghiani preferiti: un approccio critico

Messaggioda Ospite » mar mag 15, 2007 11:03 am

e comunque sia...la chimica è tutto nella vita, smentitemi!!!!


Ti smentisco!... ci sono anche la fisica... e la biologia!!! :P

Ospite

Re: Personaggi kinghiani preferiti: un approccio critico

Messaggioda Ospite » mar mag 15, 2007 11:46 am

Ce ne sono diversi che mi sono piaciuti, sia tra i buoni che tra i cattivi. Tra i primi senz\'altro metto Ben Hanscom (IT), innamorato senza speranza eppure tenace nei suoi sentimenti, vittima delle vessazioni del prepotente di turno eppure capace di reagire con coraggio; così come Henry Leyden (La casa del buio), capace di distinguere col suo finissimo udito l\'esecuzione di Baremboim da quella di Glenn Gould, che spazia con eguale competenza dalla musica classica al jazz e al rock.

Tra i secondi metto due cattivi che più cattivi non si può, eppure diversissimi l\'uno dall\'altro: Pennywise, l\'alter ego di IT, mutevole nella forma ma sempre uguale nella sua ferocia, che resta intatta nel trascorrere degli anni (probabilmente é questa scansione "temporale" che rende IT un libro tanto suggestivo); e Leland Gaunt, il perfido e sottile tentatore al quale, da collezionista ossessivo quale sono, sono certo che non sarei capace di opporre la minima resistenza.

Sono daccordo col discorso fatto in precedenza da alcuni: per certi versi King é il miglior personaggio dei suoi libri, le prefazioni/postfazioni e le parti autobiografiche (On Writing) sono straordinarie.

Ospite

Re: Personaggi kinghiani preferiti: un approccio critico

Messaggioda Ospite » gio mag 17, 2007 1:21 pm

Certo se il titolo del topic fosse stato poco poco più leggero, o bobbi, forse sarebbe stao pure più frequentato...ti piace come "approccio critico"?

Non vedo SK come personaggio (sarà perchè non ho letto la saga de "La torre nera"?) a meno che non si vuole far riferimento a tutte le figure di scrittore che riempiono i suoi romanzi...per la serie dove ti giri ti giri, ce n\'è sempre uno...Pertanto la mia lista si ferma a tre bei soggetti che finora mi sono rimasti molto impressi: J. Torrance, Dolores e L. Gaunt.

Cominciamo da J. Torrance. Il mio giudizio potrebbe risultare distorto da una certo legame emotivo in quanto è stato il mio primo King ( e chi se lo scorda più...REDRUM) tuttavia mi è sempre piaciuta la sua figura del condannato alla cattiveria. E\' il solito scrittore al quale manca qualcosa (come sempre in SK) che finisce per perdersi nei folli meandri della propria mente sospinto un po\' dai suoi geni e un po\' per essere venuto in contatto con un vettore di malignità pura (il cimitero indiano su cui è costruito l\'Overlook hotel).
Il suo destino si compie pagina dopo pagina e ho avuto pure la sensazione che Jack ne fosse ad un certo punto cosciente e che non fosse capace di ribellarsi ad esso. La sua progressiva discesa all\'inferno me la rappresento come un tappo di sughero preso in un gorgo di fiume e neppure l\'amore della sua famiglia lo salva: la mano prova a protendersi ma la presa non è per niente salda e convinta.
E\' un cattivo ma un cattivo teleguidato da una forza estranea e il suo peccato è quello di essere un debole, uno smidollato senza palle, un perdente-perdente, uno in definitiva, che paga per essersi auto escluso dalla società e auto recluso.

Ospite

Re: Personaggi kinghiani preferiti: un approccio critico

Messaggioda Ospite » gio mag 17, 2007 2:11 pm

...[CUT] ...

Non vedo SK come personaggio (sarà perchè non ho letto la saga de "La torre nera"?) ...[CUT]

Cominciamo da J. Torrance. ...[CUT] Il suo destino si compie pagina dopo pagina e ho avuto pure la sensazione che Jack ne fosse ad un certo punto cosciente e che non fosse capace di ribellarsi ad esso. La sua progressiva discesa all\'inferno me la rappresento come un tappo di sughero preso in un gorgo di fiume e neppure l\'amore della sua famiglia lo salva: la mano prova a protendersi ma la presa non è per niente salda e convinta.
E\' un cattivo ma un cattivo teleguidato da una forza estranea e il suo peccato è quello di essere un debole, uno smidollato senza palle, un perdente-perdente, uno in definitiva, che paga per essersi auto escluso dalla società e auto recluso.



L\'aspetto di King come personaggio penso che lo si possa meglio ravvisare in libri come Danse Macabre, On Writing, e nelle molte prefazioni o postfazioni ai suoi romanzi e raccolte di racconti. Quella nella nuova versione de "L\'ultimo cavaliere" é davvero bella.

Riguardo invece a Jack Torrance va ricordato quel che scrive King, su "On Writing": dovevano passare ancora molti anni (e moltissimi litri di birra Miller Lite) prima di rendersi conto che, quando scriveva della vicenda umana di Torrance, in realtà stava scrivendo di sé stesso. Si trattava quasi di un auto-esorcismo, una confessione davanti a tutti i lettori del suo stato di profonda prostrazione fisica e mentale, frutto della sua dipendenza dall\'alcol.


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