la lunga marcia

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Re: la lunga marcia

Messaggioda Derry84 » ven lug 16, 2010 1:57 pm

mi sono accorta di non avere ancora scritto nulla su questo argomento!! anche a me è piaciuto tantissimo, nonostante sia una storia priva di spessore, rispetto ad altri romanzi, però l' ho letto tutto d' un fiato il giorno stesso che l' ho acquistato, mi ha preso moltissimo e mi ha lasciato una sensazione di angoscia e disperazione dentro...non c' è " speranza " in questo romanzo...
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sam
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Re: la lunga marcia

Messaggioda sam » gio lug 22, 2010 5:29 pm

Lo sto per iniziare, trama e commenti mi intrigano molto, non vedo l'ora di leggerlo :D
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Re: la lunga marcia

Messaggioda Derry84 » ven lug 23, 2010 3:20 pm

sam ha scritto:Lo sto per iniziare, trama e commenti mi intrigano molto, non vedo l'ora di leggerlo :D


oh oh vedrai! quel libro è una calamita! :mrgreen: :mrgreen:
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Re: la lunga marcia

Messaggioda michele torre » ven lug 23, 2010 6:23 pm

Una storia davvero appassionante, di quelle che rapiscono la tua attenzione.
Ho letto questo romanzo tutto di un fiato, con la frenesia di sapere come andava a finire.
Il finale e' forse la parte più sorprendente, ma devo ammettere che di primo impatto mi aveva deluso.
Poi, pero', mi sono reso conto che semplicemente non lo avevo capito.
Spoiler: Mostra
Il romanzo termina in maniera criptica, apparentemente senza un senso. Ma in realtà ha una logica ben precisa.
Le probabilità di vincere quella folle marcia erano praticamente nulle, e questo il protagonista lo sapeva molto bene.
Era il primo a dubitare di una sua vittoria. Eppure, a dispetto di ogni previsione, alla fine e' l' unico a rimanere in piedi.
Riesce a sopravvivere a tutti, ma nonostante questo non ha vinto.
Davanti a lui c'è ancora un avversario.
La verità e' che tutta quella marcia e' un inganno. Nessuno può e potrà mai vincerla.
L'avversario che Garraty ha davanti non e' una persona reale. E' la sua coscienza, il rimorso, il dolore per tutti i compagni caduti. La mano che gli sfiora la spalla non e' quella del Maggiore. E' lo spirito di tutte le vittime di
quella spietata marcia. Garraty e' esausto, oltre lo stremo delle forze. Eppure, non si sa come, riesce a trovare la forza di correre. E' obbligato perché il rimorso lo sta uccidendo, il dolore sta consumando la sua anima.
L' unica cosa che può fare, quindi, e' tentare di raggiungere e superare l'ultimo avversario.
Deve sconfiggere la sua coscienza. Ma esiste un solo modo per farlo: diventare polvere su una superstrada come tutti gli altri suoi compagni. Così ogni cosa finalmente cesserà.

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Re: la lunga marcia

Messaggioda michele torre » ven lug 23, 2010 6:24 pm

Una storia davvero appassionante, di quelle che rapiscono la tua attenzione.
Ho letto questo romanzo tutto di un fiato, con la frenesia di sapere come andava a finire.
Il finale e' forse la parte più sorprendente, ma devo ammettere che di primo impatto mi aveva deluso.
Poi, pero', mi sono reso conto che semplicemente non lo avevo capito.
Spoiler: Mostra
Il romanzo termina in maniera criptica, apparentemente senza un senso. Ma in realtà ha una logica ben precisa.
Le probabilità di vincere quella folle marcia erano praticamente nulle, e questo il protagonista lo sapeva molto bene.
Era il primo a dubitare di una sua vittoria. Eppure, a dispetto di ogni previsione, alla fine e' l' unico a rimanere in piedi.
Riesce a sopravvivere a tutti, ma nonostante questo non ha vinto.
Davanti a lui c'è ancora un avversario.
La verità e' che tutta quella marcia e' un inganno. Nessuno può e potrà mai vincerla.
L'avversario che Garraty ha davanti non e' una persona reale. E' la sua coscienza, il rimorso, il dolore per tutti i compagni caduti. La mano che gli sfiora la spalla non e' quella del Maggiore. E' lo spirito di tutte le vittime di
quella spietata marcia. Garraty e' esausto, oltre lo stremo delle forze. Eppure, non si sa come, riesce a trovare la forza di correre. E' obbligato perché il rimorso lo sta uccidendo, il dolore sta consumando la sua anima.
L' unica cosa che può fare, quindi, e' tentare di raggiungere e superare l'ultimo avversario.
Deve sconfiggere la sua coscienza. Ma esiste un solo modo per farlo: diventare polvere su una superstrada come tutti gli altri suoi compagni. Così ogni cosa finalmente cesserà.

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Re: la lunga marcia

Messaggioda Derry84 » ven lug 23, 2010 11:50 pm

michele torre ha scritto:Una storia davvero appassionante, di quelle che rapiscono la tua attenzione.
Ho letto questo romanzo tutto di un fiato, con la frenesia di sapere come andava a finire.
Il finale e' forse la parte più sorprendente, ma devo ammettere che di primo impatto mi aveva deluso.
Poi, pero', mi sono reso conto che semplicemente non lo avevo capito.
Spoiler: Mostra
Il romanzo termina in maniera criptica, apparentemente senza un senso. Ma in realtà ha una logica ben precisa.
Le probabilità di vincere quella folle marcia erano praticamente nulle, e questo il protagonista lo sapeva molto bene.
Era il primo a dubitare di una sua vittoria. Eppure, a dispetto di ogni previsione, alla fine e' l' unico a rimanere in piedi.
Riesce a sopravvivere a tutti, ma nonostante questo non ha vinto.
Davanti a lui c'è ancora un avversario.
La verità e' che tutta quella marcia e' un inganno. Nessuno può e potrà mai vincerla.
L'avversario che Garraty ha davanti non e' una persona reale. E' la sua coscienza, il rimorso, il dolore per tutti i compagni caduti. La mano che gli sfiora la spalla non e' quella del Maggiore. E' lo spirito di tutte le vittime di
quella spietata marcia. Garraty e' esausto, oltre lo stremo delle forze. Eppure, non si sa come, riesce a trovare la forza di correre. E' obbligato perché il rimorso lo sta uccidendo, il dolore sta consumando la sua anima.
L' unica cosa che può fare, quindi, e' tentare di raggiungere e superare l'ultimo avversario.
Deve sconfiggere la sua coscienza. Ma esiste un solo modo per farlo: diventare polvere su una superstrada come tutti gli altri suoi compagni. Così ogni cosa finalmente cesserà.


hai colto veramente il nocciolo della questione a mio avviso, la penso anch'io come te, ma non avrei mai saputo scriverlo con questa terminologia, complimenti Michele :D
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Re: la lunga marcia

Messaggioda makithebest » sab lug 24, 2010 3:11 pm

Stupendo, a me è piaciuto moltissimo.
L'unico diffetto, se lo si vuole definire tale, è il finale.
Lo lascia un po' in sospeso, come fa spesse volte, senza ben chiarirlo.
Un altro voto a favore deriva dal fatto che in poche ore si può leggere.
Tutti noi facciamo quel che possiamo e dobbiamo accontentarci... e se non ci basta, dobbiamo rassegnarci. Niente è perduto per sempre. Niente che non possa essere ritrvato.

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Re: la lunga marcia

Messaggioda sam » dom lug 25, 2010 11:10 pm

BELLISSIMO!!!bello bello, davvero bello...devo dirlo, il finale per quanto criptico è stato interpretato da me come hanno fatto anche Michele Torre e Derry84, però lo devo ammettere, mi aspettavo già un finale del genere...... non credevo che King potesse farlo finire e basta...avevo immaginato una cosa simile ancor prima di iniziarlo (sapendo la trama ovviamente :) ) proprio bello, l'ho dato da leggere al mio ragazzo ( che non legge) con la scusa che è corto... speriamo faccia il miracolo :)
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Re: la lunga marcia

Messaggioda Leo_Spaventapasseri » gio ago 05, 2010 3:48 pm

makithebest ha scritto:Stupendo, a me è piaciuto moltissimo.
L'unico diffetto, se lo si vuole definire tale, è il finale.
Lo lascia un po' in sospeso, come fa spesse volte, senza ben chiarirlo.
Un altro voto a favore deriva dal fatto che in poche ore si può leggere.



voto a favore?? La mia idea è: più lungo è, meglio è. :) :)
Solo ombre.
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(così fervida)
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Re: la lunga marcia

Messaggioda michele torre » gio ago 05, 2010 4:56 pm

Derry84 ha scritto:
hai colto veramente il nocciolo della questione a mio avviso, la penso anch'io come te, ma non avrei mai saputo scriverlo con questa terminologia, complimenti Michele :D



Grazie, molto gentile. :mrgreen:

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Re: la lunga marcia

Messaggioda lordmazoth » ven ago 06, 2010 5:05 pm

appena finito di leggerlo...
devo dire che è stato uno dei libri di King/Bachman che mi è piaciuto di più
l'ho letto in un solo giorno, anche se non è tanto lungo, è stato perchè
mi ha molto appassionato
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Re: la lunga marcia

Messaggioda Standbyme » lun ago 09, 2010 11:40 pm

ho cominciato da poco a leggerlo....praticamente sono arrivata al primo "congedo"....veramente agghiacciante!!!mentre lo leggo immagino le scene in bianco e nero...infatti lo trovo un romanzo grigio e freddo.ho notato egoismo e falsità nei personaggi tranne che in garraty,forse perchè è il protagonista e come tale credo che voglia rispecchiare l'immagine di una persona "sana" come se fosse il lettore stesso a far parte della marcia e si trovasse all'improvviso in una società "malata".io mi sentirei a disagio,impaurita,ma soprattutto umiliata.comunque sia....mi chiedo:come mai garraty,che per me è l'unico ragazzo normale,ha voluto partecipare???sì certo sicuramente per vincere un premio,ma perchè sotto questa forma di tortura????lo scoprirò.è davvero intrigante questo libro!!! :)
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Re: la lunga marcia

Messaggioda Standbyme » mar ago 17, 2010 11:27 pm

nooooooooo!!!!ho finito di leggerlo!!!come mi manca!!! :cry: :cry: :cry:
veramente un romanzo spettacolare!!!
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Re: la lunga marcia

Messaggioda Cuthbert Allgood » lun mag 02, 2011 6:57 pm

E pensare che aveva solo 20 anni quando ha scritto questo romanzo.
Ve lo immaginate un ragazzo di 20 anni che scrive così divinamente? Ha acquisito fin da subito il suo inconfondibile stile King.
Che dire.. Sono senza parole. Non tanto la storia, ma lo stile. Fantastico.
Talento già ventenne.
Nel nostro seme si nascondono si riproducono germi di desideri infetti
Gli stati servi si inchinano a quella scimmia di presidente
s’invade si abbatte si insegue si ammazza "il cattivo"
si inventano democrazie.
(Ermeneutica, Franco Battiato)

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Re: la lunga marcia

Messaggioda Ktulu » ven mag 06, 2011 11:15 am

letto a fine 2008:

stupendo, davvero: ritmo serrato, idea affascinante, diversi spunti di riflessione importanti! i libri usciti sotto lo pseudonimo sono quasi tutti così!
chi parte sa da che cosa fugge, ma non sa che cosa cerca


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