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Titolo originale: Dreamcatcher (Ed. Scribner, 2001) Titolo italiano: L'Acchiappasogni (Ed. Sperling & Kupfer, 2001) Traduzione italiana: Maria Teresa Marenco Gaa wiin daa-aangoshkigaazo ahaw enaabiyaan gaa-inaabid [Non puoi distruggere uno che fa sogni come i miei - mito Ojibwa]  L'articolo di http://www.insidehorror.com Dreamcatcher è l'ultimo romanzo di Stephen King Il titolo deriva da un oggetto rituale amerindiano dalla forma particolare - il dream catcher - che secondo la mitologia di varie culture native sarebbe in grado di filtrare i sogni, intrappolando quelli cattivi nella sua rete. Una sorta di selettore, dunque, che in genere è apposto sulle culle per rendere tranquillo il sonno dei neonati fino all'arrivo del sole, i cui raggi sono in grado di distruggere gli incubi. E' la storia di quattro amici di lunga data che si ritrovano ogni anno, a novembre, per la stagione di caccia nel Maine, luogo dove hanno trascorso la loro infanzia. E' l'unica occasione in cui possono stare insieme per qualche giorno, "combattendo il tempo" che scorre, nello chalet che chiamano affettuosamente fin da piccoli 'Hole in the Wall'. Nella vita quotidiana attraversano varie difficoltà. Joe "Beaver" è l'unico che ancora vive vicino Derry. Ha da poco divorziato dalla moglie, beve frequentemente e conserva un piccolo tic che aveva da bambino: masticare stuzzicadenti. Possiede un lungo repertorio di modi di dire bizzarri. Pete è un alcolista ed è anche il sensitivo del gruppo; ha il dono di ritrovare gli oggetti perduti e di percepire la vicinanza di luoghi che ad altri sono invisibili a occhio nudo. Lo psichiatra Henry è sempre stato considerato una sorta di leader del gruppo. Durante una seduta psicoanalitica, non ha potuto fare a meno di esporre a un suo paziente il forte senso di colpa all'origine dei suoi mali. Gli è stato inevitabile, uno dei tanti momenti in cui - come accade anche a tutti i suoi amici da anni - "ha visto la linea". L'uomo è in seguito morto di infarto e Henry non può smettere di pensare a lui. Jonesy, che da piccolo sognava di diventare uno scrittore, è un professore. Sua moglie Carla è una tossicodipendente e il loro rapporto non è dei migliori. Un giorno, durante una pausa pranzo, è investito da una macchina. Nonostante il miracoloso lavoro dei dottori, risente ancora delle ferite riportate dall'incidente. All'anca, quasi inutile specificarlo. Subito dopo il loro arrivo allo chalet, il gruppo si divide: Beaver e Jonesy vanno a caccia mentre Pete e Henry vanno a far provviste. Sta per cominciare una bufera di neve e Jonesy avverte il cambiamento di tempo grazie all'acuirsi del dolore all'anca. Nella radura dove dovrebbe attendere l'arrivo dei daini si imbatte in un uomo che, disorientato, gli si avvicina mormorando frasi sconnesse. Si chiama Richard McCarthy e si è perso nei boschi da un giorno. Jonesy lo porta al riparo nello chalet e nota che all'uomo mancano dei denti ed è in uno stato confusionale. Quando Beaver li raggiunge, la bufera è ormai in corso e McCarthy sembra essere peggiorato: emana un odore pestilenziale ed è costretto a mettersi a letto. Lo sentono lamentarsi e recarsi nel bagno. I lamenti strazianti inducono i due ad abbattere la porta, chiusa dall'interno. Lo spettacolo che si presenta ai loro occhi è terribile: l'uomo era infestato da un organismo alieno che ora è evidentemente uscito dal suo corpo, squarciandolo. Nel frattempo, Pete e Henry hanno fatto rifornimento al supermercato e stanno tornando allo chalet sotto la tormenta di neve quando improvvisamente, a pochi metri dalla loro macchina, vedono una donna. Per evitarla sterzano bruscamente e finiscono fuori strada. Sono ancora vivi, ma feriti. Il camioncino è fuori uso e la donna sta delirando, mormorando frasi sconnesse. Devono trovare presto un rifugio, altrimenti morirà. Henry decide di incamminarsi per chiedere aiuto, mentre Pete resta con la donna; in quei lungi istanti di attesa ricorda la prima volta che loro quattro hanno incontrato Duddits, l'eterno ragazzo, loro amico di infanzia affetto dalla sindrome di Down. Per qualche ragione, quell'anno tutti hanno pensato intensamente al vecchio amico, forse sentendosi colpevoli per non avergli fatto visita da tanto tempo. I due amici sono consapevoli che qualcosa di brutto sta accadendo, a Duddits come a Beav e a Jonesy. Fin da piccoli hanno sempre saputo se qualcuno di loro si trovava in difficoltà. Una forza ostile, infatti, sta prendendo progressivamente possesso della regione: un virus alieno che si presenta sotto la forma di un muschio rossiccio che cresce nel corpo di un ospite, rendendo psicotiche le vittime. Finché il loro corpo non diventa troppo piccolo per il parassita… Consapevole della presenza aliena nella regione è un'unità militare speciale, capeggiata dall'esaltato Abraham Kurtz, che sembra voler distruggere gli alieni e mettere in quarantena tutti i cittadini possibilmente infettati dal virus, compresi gli amici. Henry, che ha sviluppato un potere che possedeva già da piccolo, è però in grado di sapere i veri piani di Kurtz: distruggere anche i civili. L'entità aliena a capo di tutto, che Jonesy ha soprannominato Mr. Gray, dal canto suo sta progettando qualcosa di perfino peggiore. Per far fronte a entrambi, Henry deve chiedere aiuto al braccio destro di Kurtz, un uomo che sembra più saggio del suo superiore e che è perseguitato dal ricordo di un'azione commessa in passato. Non è il solo, però. I quattro amici, da piccoli, hanno salvato Duddits dalle angherie di una banda di ragazzi più grandi, in un'occasione particolare. Proprio il loro amico d'infanzia rappresenta la salvezza per tutti. Una sorta di forza positiva che può riunirli con la stessa potenza di anni prima, separando - come un dream catcher - il bene dal male. Siamo solo all'inizio. Dreamcatcher è senza dubbio un libro interessante, realizzato in una fase delicata e critica della vita dell'autore, durante la sua convalescenza in seguito al grave incidente dell'estate 1999, quando fu investito lungo la strada, vicino alla sua casa nel Maine. King trasmette l'esperienza dell'incidente a Jonesy ("Non possiamo prevedere i giorni che cambieranno la nostra vita"), personaggio che non conserva memoria del momento immediatamente successivo all'impatto con la macchina che lo ha investito, ma riporta delle ferite permanenti. E non solo: una sorta di doppia personalità che rappresenta il prima e il dopo l'evento quasi mortale e che gli consente di affrontare le situazioni con più saggezza e riflessione. E' per King anche il primo romanzo dall'epoca di Mucchio d'Ossa, dopo l'esperienza dell'antologia "Cuori in Atlantide" e il recente saggio "On Writing". Scritto con uno stile orientato alla vivacità espressiva delle pagine, dettata dall'attenzione di King al rispetto per la comunicatività con il suo lettore, Dreamcatcher riproduce la nota capacità dello scrittore di rendere così vivi i personaggi, perfettamente autonomi rispetto al loro narratore, nella loro dimensione familiare, psicologica e concreta. Il romanzo è ambientato nel rurale Maine, come molti altri libri di King, così "lontano" dai centri metropolitani caotici e trafficati. Si tratta dello spazio geografico e sociale che l'autore predilige, quello dove ogni personaggio della piccola comunità conosce il suo vicino, la sua storia e le sue debolezze, ma non per questo contribuisce al suo eventuale riscatto. Proprio nei piccoli centri, apparentemente più "umani", King colloca le miserie e il forte senso di solitudine insiti nella natura umana. In questi luoghi tutto può accadere, cose terribili possono passare (volontariamente?) inosservate e un'azione commessa da bambini, con innocenza ma anche temerarietà, può cambiare la vita per sempre. In Dreamcatcher il lettore ritrova personaggi e temi tipicamente kinghiani, anche ove si tratti solo di associazioni mentali soggettive. C'è la pestilenza de L'Ombra dello Scorpione: il virus mortale e in qualche modo "selettivo", e di questo romanzo c'è l'intrinseca bontà dell'incompreso "diverso", personaggio nei confronti del quale la società si accanisce, ma che rappresenta una fonte di salvezza. Il Duddits di Dreamcatcher, ragazzo affetto dalla sindrome di Down che vorrebbe essere considerato "un ragazzo vero", come tutti gli altri, è anche fisicamente simile al Tom Cullen de L'Ombra dello Sorpione, con i suoi capelli biondi come il grano e la sua capacità salvifica, proprio perché non corrotto dalla perdita dell'innocenza infantile. Ci sono gli alieni di Tommyknocker, anche se meno "incorporei" e ambigui. Il modo di fronteggiare la loro nefasta influenza da parte di Jonesy, il suo scudo mentale, ricorda in parte la difesa inconsapevole di Jim Gardener. I due personaggi hanno molto in comune: bevono troppo, si sentono dei falliti e hanno alle spalle incidenti gravi che hanno stravolto le loro vite. Gli alieni, però, si confrontano in modo sorprendente con le irreali creature de I Vendicatori, libro firmato da King con lo pseudonimo di Bachman (si pensi a Mr. Gray, in qualche modo imparentato con il virus-vampiro Tak, "piccolo dono del grande deserto americano"). Come in questo libro, l'ipocrisia e l'omertà dei cittadini tendono a occultare il male, rendendolo così tutt'altro che impotente, ma semmai disponibile anche in futuro. "Ci impiegherete un po' a raccapezzarvi… ma alla fine troverete qualcosa con cui poter convivere. Siete abili in questo. Sia un disco volante precipitato a Roswell, New Mexico, o una nave deserta in mezzo all'Oceano Atlantico… riuscite sempre a trovare una giustificazione accettabile" (I vendicatori, Sperling & Kupfer, p. 399). Del resto, soprattutto a Derry ci si è abituati a questo tipo di reazione. Non possiamo, a tale proposito, non pensare a It. Questo non avviene semplicemente perché l'ultimo romanzo di King è ambientato per buona parte nella stessa cittadina e perché vi si trovano citazioni esplicite della "banda dei perdenti", di Pennywise e dei "Barrens", ma perché anche in Dreamcatcher la storia dei protagonisti, amici fin dall'infanzia, si dipana lungo un doppio filo, percorrendo il ricordo degli eventi passati e l'azione presente, inevitabilmente segnata da gesti compiuti anni prima. Nel passato dei quattro amici c'è nobiltà e mostruosità allo stesso tempo, purezza e orrore. Il travalicamento della regola di non guardare in faccia ciò che non può essere contemplato. Come in It. Manca però la particolare atmosfera di questo romanzo indimenticabile. E' assente l'orrore tangibile contenuto in quelle pagine, la magia dei rituali infantili, riproposti con forza ed efficacia dai "perdenti" adulti, nella lotta contro un male di difficile identificazione e che non proviene davvero dall'esterno, come apparentemente saremmo indotti a concludere. Tratto da http://www.insidehorror.com La recensione di stephenking.it Il grave incidente che colpì King qualche tempo fa, un effetto positivo l'ha sortito: è tornato ad essere uno scrittore del brivido. Gli ultimi romanzi pre-incidente erano caratterizzati da un'aura di "buonismo", se così lo si può definire, che li rendevano quasi alieni rispetto ai lavori precedenti, totalmente avulsi dalla definizione di "Re del brivido" tanto riduttiva in passato quanto faticosamente riconquistata ora. Il coronamento di questa "rinascita", iniziata con "La Tempesta Del Secolo" e l'ottima autobiografia "On Writing" è proprio "L'Acchiappasogni". Finalmente si torna all'azione, finalmente si abbandonano melensi lieti fini, finalmente si rivede quell'introspezione psicologica dei personaggi che li rende "veri"...e soprattutto si rivede qua e là un po' di sano, vecchio horror, per lungo tempo abbandonato, da "La Bambina Che Amava Tom Gordon" a "Cuori In Atlantide", alla stessa autobiografia. Il King padre di famiglia e ormai cinquantaquattrenne signore del tranquillo Maine ha lasciato riemergere la figura imponente di colui che con quattro romanzi ha conquistato il mondo letterario del genere: "Shining", "L'ombra Dello Scorpione", "IT" e "Cose Preziose". Ne "L'Acchiappasogni" rivivono buona parte di questi romanzi, in particolare "IT" e non solo per l'ambientazione della storia (Derry, la famigerata cittadina di "IT"), ma anche per la struttura del romanzo basata sull'amicizia dei cinque protagonisti, iniziata sui banchi di scuola e proseguita in età adulta, saldata dagli affetti, ma anche da un'invisibile filo conduttore, una fantomatica "linea gialla" tracciata da chissà chi ma ammaestrata dal più insospettabile del gruppo: il povero Duddits, la cui sindrome di Down non ne pregiudica il carisma e l'arguta intelligenza, seppur limitata dal morbo, e ne fa il vero Acchiappasogni, il filo conduttore che lega le vite degli altri quattro, in un parallelismo tra passato e presente. Quello che in apparenza può sembrare un romanzo di fantascienza (con tanto di alieni) è in realtà l'apoteosi dell'amicizia, delle paure e debolezze umane, della ferocia della società e dell'eterna lotta tra il bene ed il male, senza che necessariamente uno dei due debba trionfare. Pennywise
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