Carrie

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Descrizione

Carrie è un’adolescente prigioniera del delirio fanatico della madre e presa di mira dai compagni, però ha un dono. Può muovere gli oggetti con il potere della mente. Le porte si chiudono. Le candele si spengono. Un potere che è anche una condanna. E quando, inaspettato, arriva un atto di gentilezza da una delle sue compagne di classe, un’occasione di normalità in una vita molto diversa da quella dei suoi coetanei, Carrie spera finalmente in un cambiamento.

Ma ecco che il sogno si trasforma in un incubo, ciò che sembrava un dono diventa un’arma di sangue e distruzione e scatena una serie di eventi che nessuno potrà mai dimenticare. Il primo romanzo del maestro del terrore che ha ispirato due film: il primo del 1976, per la regia di Brian De Palma, con Sissy Spacek; il secondo di Kimberly Peirce, nel 2013, con Julianne Moore nel ruolo della madre di Carrie.

Fonte descrizione: Bompiani

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Informazioni aggiuntive

Autore

Stephen King

Titolo originale

Carrie

1ª ed. originale

1974

1ª ed. italiana

1977

Formato

Pagine

224

Casa editrice

Bompiani

Ultima edizione

2024

Tradotto da

Brunella Gasperini

ISBN

9788830110519

Il manoscritto salvato dal cestino
Carrie è nato quasi per caso. Stephen King aveva scritto le prime pagine in una roulotte, poi le aveva gettate via convinto che la storia non funzionasse. Fu Tabitha King a recuperarle dal cestino, a leggerle e a spingerlo a continuare. Senza quel gesto, il romanzo d’esordio di King non sarebbe mai esistito.


Rifiutato da decine di editori

Prima di diventare un bestseller, Carrie venne respinto da numerose case editrici. King era ancora un insegnante con difficoltà economiche e non immaginava che quel manoscritto avrebbe cambiato la sua vita. Quando finalmente arrivò l’offerta della Doubleday, l’anticipo fu così alto da permettere alla famiglia King di uscire dai debiti.


Ispirato a due ragazze reali

Carrie White non è un personaggio inventato dal nulla. King ha raccontato che la protagonista è un mosaico di due compagne di scuola: entrambe isolate, entrambe vittime di bullismo, entrambe segnate da un ambiente familiare difficile. La loro fragilità e la loro solitudine sono diventate il cuore emotivo del romanzo.


Un romanzo che affronta tabù degli anni ’70

Carrie fu uno dei primi libri mainstream a parlare apertamente di mestruazioni, bullismo sistemico, fanatismo religioso e violenza domestica. Temi che nel 1974 erano considerati rischiosi per il mercato editoriale, ma che contribuirono a rendere il romanzo un punto di rottura nella narrativa horror.


La struttura “documentaria”

King scelse una forma narrativa insolita: articoli di giornale, estratti da rapporti ufficiali, brani di libri fittizi. Questa struttura frammentata crea un senso di realismo e anticipa lo stile “multiforme” che King userà in opere successive come IT e The Stand.


Uno dei libri più censurati nelle scuole americane

Negli anni ’80 e ’90 Carrie fu spesso vietato nelle biblioteche scolastiche per linguaggio, violenza e temi religiosi. Le discussioni sulla sua censura contribuirono a renderlo un simbolo della narrativa che sfida le convenzioni sociali.


Dal romanzo al mito pop

L’adattamento cinematografico di Brian De Palma (1976) trasformò Carrie in un’icona culturale. La scena del ballo è diventata una delle immagini più riconoscibili dell’horror moderno. Da allora il romanzo ha generato remake, sequel, un musical e nuove reinterpretazioni, mantenendo intatta la sua forza simbolica.


La dedica che racconta tutto

King dedicò il romanzo a Tabitha con una frase che riassume perfettamente la genesi dell’opera:

«A Tabby, che mi ha fatto entrare in questo incubo, e poi me ne ha fatto uscire.»

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Le citazioni tratte da Carrie scelte da voi

«Quasi nessuno scopre mai che le sue azioni feriscono davvero gli altri. La gente non migliora, diventa solo più furba. Quando diventi più furbo, non smetti di strappare le ali alle mosche, cerchi solo di trovare dei motivi migliori per farlo.»

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