It

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Descrizione

A Derry, una piccola cittadina del Maine, l’autunno si è annunciato con una pioggia torrenziale. Per un bambino come George Denbrough, ben coperto dal suo impermeabile giallo, il più grande divertimento è seguire la barchetta di carta che gli ha costruito il fratello maggiore Bill. Ma la pioggia è fitta e George rischia di perdere il suo giocattolo, che infatti si infila in un canale di scolo lungo il marciapiede. Cercare di recuperarlo è l’ultimo gesto del bambino: una creatura spaventosa travestita da clown gli strappa un braccio, uccidendolo. A combattere It, il mostro misterioso che prende la forma delle nostre peggiori paure, rimangono Bill e il gruppo di amici con i quali ha fondato il Club dei Perdenti, sette ragazzini capaci di immaginare un mondo senza mostri. Ma It è un nemico implacabile, e per sconfiggerlo i ragazzi devono affrontare prove durissime e rischiare la loro stessa vita. E se l’estate successiva, che li ritrova giovani adulti, sembra quella della sconfitta di It, i Perdenti sanno di dover fare una promessa: qualunque cosa succeda, torneranno a Derry per combattere ancora. It, considerato una pietra miliare della letteratura americana, è un romanzo di bambini che diventano adulti e di adulti che devono tornare bambini, affrontando le loro paure nell’unico modo possibile: uniti da un’incrollabile amicizia.

Fonte descrizione: Sperling & Kupfer

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Informazioni aggiuntive

Autore

Stephen King

Titolo originale

It

1ª ed. originale

1986

1ª ed. italiana

1987

Formato

Pagine

1216

Casa editrice

Sperling & Kupfer

Ultima edizione

2019

Tradotto da

Tullio Dobner

ISBN

9788868365622

Come nacque davvero IT

Le radici di IT affondano nel 1978, molto prima che Pennywise prendesse forma sulla pagina. Tutto iniziò quando la trasmissione della AMC Matador di Stephen King si ruppe. Qualche giorno dopo il concessionario di Boulder, in Colorado, lo chiamò per dirgli che l’auto era pronta, e King decise di percorrere a piedi le circa tre miglia che lo separavano dall’officina. Era il tramonto.

Attraversando un vecchio ponte di legno, il rumore dei suoi stivali sulle assi gli riportò alla mente una fiaba norvegese che conosceva fin da bambino: I tre capretti e il troll. Quell’immagine gli si piantò in testa, ma quella sera Pennywise non esisteva ancora.

Per anni lasciò sedimentare quell’intuizione, raccontando che certe idee sono come uno yo‑yo: puoi allontanarle, ma prima o poi tornano sempre indietro. Poi arrivò la svolta decisiva. Quel ponte non doveva essere soltanto un ponte: doveva rappresentare il passaggio dall’infanzia all’età adulta.

Da lì tutto iniziò a incastrarsi. Il ponte si trasformò in Derry, il troll diventò l’orrore nascosto sotto la città e ciò che si celava sotto il ponte trovò casa nelle fognature. Anche la struttura del romanzo nacque da quell’intuizione, seguendo gli stessi protagonisti in due momenti della loro vita: prima da bambini, poi da adulti.

Nell’estate del 1981 King capì che era arrivato il momento di raccontare quella storia. Come disse lui stesso: «O scrivevo del troll sotto il ponte, o l’avrei perso per sempre.»

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